“Dinetto era una proletario, e io il suo figliolo.Mi piaceva essere figlio di un proletario, mi piaceva la parola. Me l'aveva spiegata: "proletario" vuol dire che un uomo possiede solo la sua prole. Io ero la prole di mio padre ed ero contento anche di essere la sua unica proprietà.”Maurizio Maggiani libro Il viaggiatore notturnoIl viaggiatore notturno
“Sto imparando che non serve sempre saper vedere una ragione, che si può essere nudi e scalzi di qualsiasi ragione e non per questo essere meno veri di un fuoco acceso nella notte.”Maurizio Maggiani libro Il viaggiatore notturnoIl viaggiatore notturno
“Per fortuna che, per antica saggezza, i kanaki non piangono mai troppo a lungo le bellezze che sfuggono al loro amore: sanno che peggiore della morte è la passione di ciò che non può essere posseduto, la disgrazia dei vivi che sono già morti mentre ancora camminano.”Maurizio Maggiani libro La regina disadornaOrigine: La regina disadorna, p. 248
“Lo sposo dà un’occhiata di sbieco alla fotografia formato panorama dove in effetti a mezzacosta nel gioco collinare esposto a meridione si intravvede la macchia di un borgo con la sua torre, proprio sotto la torre un bruscolo beigiolino potrebbe essere e non essere la casa materna, e se non quello qualcosa nell’indeterminato del chiaroscuro lì accanto, perché la casa c’è ancora ed è dove sempre è stata, ai piedi della torre della Querciola. Cosiddetta Querciola, in verità torre a guardia del dominio plurisecolare dei vescovi conti di Luni fino a che il vento redentore della rivoluzione dell’89 prese un tale furore da spingersi fino a quella valle ostica e lontana, e i servi della gleba vescovile si fecero cittadini, e davanti alla torre di guardia posero una giovane quercia, la libertà che con la fraternità e l’eguaglianza mette radici per durare in eterno.”Maurizio Maggiani cap. 3 L'amore