“Ancora, se l'essere felici è, secondo gli stoici, il punto estremo dell'appetizione naturale, giungendo al quale la natura perviene al suo fine ultimo, e ottenuto il quale non desidera null'altro a eccezione del mantenimento del bene suo proprio e della sua conservazione, allora ciò capita anche agli esseri animati privi di ragionamento, che pertanto partecipano alla felicità.”Michele di Efeso da In Ethicam nicomacheam commentarium; citato in L'anima degli animali, p. 155