Frasi di Misha Glenny

Misha Glenny è un giornalista e scrittore britannico.

Ha compiuto importanti reportage per conto della BBC in Russia durante la fine dell'Unione Sovietica e nei Balcani nel corso del conflitto degli anni novanta.

Figlio di Michael Glenny, professore di letteratura russa, si è formato presso il Magdalen College School ad Oxford e ha successivamente studiato all'Università di Bristol e in quella di Praga prima di diventare il corrispondente de The Guardian e poi della BBC per l'Europa Centrale. Vincitore di numerosi premi, tra cui il Sony Gold Award per il giornalismo radiofonico, è consulente di vari governi di Europa e Stati Uniti su questioni di politica internazionale. Per tre anni ha diretto una ONG impegnata nella ricostruzione di Serbia, Macedonia e Kosovo. Il suo ultimo libro, McMafia, è una straordinaria inchiesta sulla nuova mafia globale, una sorta di "Gomorra" senza confini.

Glenny è sposato con la giornalista Kirsty Lang ed ha tre figli, Miljan and Sasha Glenny , e Callum Lang. Wikipedia  

✵ 1958
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Misha Glenny frasi celebri

“Maierovitch, uomo dalla loquela sommessa e dai lineamenti un po' da gufo, divenne un personaggio di spicco nei primi anni Ottanta, quando collaborò con Giovanni Falcone nei suoi sforzi, coronati da successo, di rintracciare i mafiosi latitanti. Insieme i due convinsero Tommaso Buscetta a tornare in Italia e a divenire un pentito di stato nel cosiddetto maxiprocesso alla cupola della mafia siciliana. Nel gennaio del 1992, grazie alla sua testimonianza furono condannati circa 350 capi mafiosi. Falcone e il suo collega, il magistrato Paolo Borsellino, sono i titani della lotta antimafia in tutto il mondo. Furono assassinati in Sicilia a due mesi di distanza l'uno dall'altro, nel 1992, poco tempo dopo che la sentenza del maxiprocesso era stata confermata, e la loro morte scosse, e infine scardinò, il sistema politico italiano. Entrambi erano partiti (giustamente) dal presupposto che i personaggi più importanti della mafia siciliana godevano della protezione delle più alte gerarchie politiche di Roma. Maierovitch mi racconta delle sue cene con Falcone, e di come si ingegnarono per proteggere il grande pentito Buscetta vuoi da possibili omicidi vuoi dal suicidio. (Un tentativo di suicidio quasi gli riuscì mentre era sotto la tutela del giudice brasiliano.) Dapprima Maierovitch sorride nel ricordare il suo amico italiano, ma dopo un po' comincia a versare lacrime silenziose: un omaggio che ben si addice a Falcone (cui Maierovitch intitolò il suo Istituto di lotta alla criminalità), il cui carisma e impegno in nome della giustizia, alla faccia della classe dirigente corrotta di Roma, hanno fatto di lui un eroe popolare in tutta Italia e presso tutti coloro che nel mondo lottano contro il crimine.”

Misha Glenny

da McMafia, pagg. 348-349

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