Frasi di Stefan Zweig

Stefan Zweig è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo e poeta austriaco naturalizzato britannico. All'apice della sua carriera letteraria, tra gli anni venti e trenta del XX secolo, è stato uno degli scrittori più famosi al mondo.



Mediatore fra le nazioni, animato da sentimenti pacifisti e umanisti, è noto come autore di novelle e biografie.

✵ 28. Novembre 1881 – 23. Febbraio 1942
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Lavori

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Stefan Zweig frasi celebri

Frasi sulla vita di Stefan Zweig

Frasi sul mondo di Stefan Zweig

“[…] facciamo lentamente il buio cammino del nostro mondo, la strada della pazienza.”

Stefan Zweig

da Appello alla pazienza, (1920), p. 67
La patria comune del cuore

Stefan Zweig: Frasi popolari

“[…] l'opinione è impazienza, la convinzione pazienza.”

Stefan Zweig

da Appello alla pazienza, (1920), p. 66
La patria comune del cuore

Stefan Zweig Frasi e Citazioni

“[…] solo gli uomini sono mortali, mai le idee. Esse rappresentano, per così dire, l'anima immortale dell'umanità […]”

Stefan Zweig

da Bertha von Suttner. Discorso tenuto a Berna nel 1917, in piena guerra, all'inaugurazione del Congresso internazionale delle donne per l'intesa tra i popoli, p. 21
La patria comune del cuore

“Il fanciullo ha formulato la eterna domanda ebraica: perché Iddio tratta proprio noi tanto duramente, fra tutti gli altri popoli, noi che lo abbiamo servito come nessun altro? Perché ci getta sotto i piedi degli altri, affinché ci calpestino, noi che per primi l'abbiamo riconosciuto e celebrato nell'impenetrabilità dell'essere Suo? Perché distrugge quel che edifichiamo, annienta quello che speriamo, perché ci nega la dimora dovunque noi ci arrestiamo, perché aizza un popolo dopo l'altro contro di noi con odio eternamente rinnovato? Perché ci mette così duramente alla prova, noi, sempre noi, che egli aveva eletti e iniziati per primi nei suoi misteri? No, io non voglio mentire a un fanciullo, perché se la sua domanda è bestemmia allora io stesso sono un bestemmiatore in tutti i giorni della mia vita. Ecco, io lo confesso davanti a voi tutti: anch'io, per quanto resista, anch'io contendo senza fine con Dio, anch'io, vecchio di ottant'anni, rivolgo a Dio giorno per giorno la domanda di questo innocente: perché ci precipita Egli così profondamente nella miseria? Perché permette che siamo privati dei nostri diritti, perché aiuta persino i ladri nelle loro rapine? E anche se mi batto mille volte il petto con il pugno, umiliandomi, pure non posso soffocarlo questo grido d'ansiosa domanda. Non sarei un ebreo né un uomo se essa non mi torturasse ogni giorno, e solo nella morte essa s'irrigidirà sulle mie labbra.»”

Stefan Zweig libro Il candelabro sepolto

Origine: Il candelabro sepolto, pp. 54-55

“Come tutte le nature caparbie non aveva il senso del ridicolo.”

Stefan Zweig

Novella degli scacchi - Paura - Lettera di una sconosciuta

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