“Ai tifosi, può sembrare che a Del Potro manchi qualche lampo vitale di determinazione o qualche risvolto di spirito competitivo per sostenere il primo successo, nel modo in cui l'hanno fatto Jimmy Connors, John McEnroe, o Pete Sampras. Dunque, pensano, non ha la fiducia necessaria e, appena questa mancanza è diventata palese, il suo gioco ha perso una parte del suo originale splendore, della sua "grandezza". È facile scambiare la riservatezza per timidezza in qualcuno come Del Potro, anche se non esiste una reale equivalenza. E questo ci porta alla teoria numero 3, che è quella alla quale mi sono avvicinato dopo Wimbledon. Ed è l'idea che Del Potro abbia avuto una fortuna sfacciata, o almeno un po' troppo buona, e ora è lentamente torturato dal destino. La rinnovata grandezza pende davanti a lui come una carota attaccata a un bastone e rimane sempre fuori dalla sua portata, non importa quanto lui ci provi.”Peter Bodo
“Da una parte, Del Potro è un ragazzo riservato, introverso, quasi reticente. Dall'altro, ha un gioco talmente pane-e-salame (meat-and-potatoes) che ti viene voglia di chiedere una bottiglia di salsa dopo averlo visto sparare due o tre dei suoi dritti, senza seguirne nemmeno uno a rete, dove potrebbe fare buon uso della sua apertura alare degna di un condor della California. Non so, forse il ragazzo ama caricare e sparare quel dritto […]. Nella sua mente, il tennis può essere tutta una questione di cazzotti. Quella riluttanza a venire a rete anche solo un po' più spesso di quanto strettamente necessario probabilmente spiega perché Del Potro resta ingolfato nei bassifondi della top-10 (ora è numero 7) pur continuando a spaventare a morte gli habitué delle vette del ranking. Se Del Potro fosse un po' più propenso a venire avanti e schiacciare la palla prima che tocchi terra, forse avrebbe ripreso la sua carriera come detentore del titolo in uno slam invece di restare un ex vincitore di uno slam.”Peter Bodo
“Del Potro ha talento nel farsi dei tifosi; immagino questo accada perché sempre un gigante così gentile, perché non appare molto aggressivo, indipendente da quanto violentemente colpisca la palla.”Peter Bodo