“Dante: ovvero la iena che poeta fra le tombe.”
Friedrich Nietzsche (1844–1900) filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco
Scorribande di un inattuale, 1, 1998
citato in Gabriele Rossetti, La Beatrice di Dante, Privitera, 1842, p. 2
“Dante: ovvero la iena che poeta fra le tombe.”
Friedrich Nietzsche (1844–1900) filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco
Scorribande di un inattuale, 1, 1998
“Si può imparare più su come scrivere poesia da Dante che da qualunque poeta inglese.”
Thomas Stearns Eliot (1888–1965) poeta, saggista e critico letterario statunitense
Origine: Da Dante.
“L'epoca sembra atea, ma solo agli occhi dei cristiani o dei credenti. In realtà, è nichilista.”
Michel Onfray (1959) filosofo francese
Origine: Trattato di Ateologia, p. 50
“Avvinto da un sonno |dolce e tranquillo…
mi sembrò che mi venisse davanti il poeta Omero.”
1976, 2-3 Skutsch; 5-6 Vahlen
Annales
Michele Scherillo (1860–1930) docente e politico italiano
Commemorazione secentenaria), Emporium, Vol. LIII, n.º 315, marzo 1921, p. 128 https://archive.org/stream/emporium5354berguoft#page/n153/mode/2up <br class="br">Origine: Gli stessi concetti, a volte con frasi uguali o simili, erano già apparsi in Michele Scherillo, Le origini e lo svolgimento della letteratura italiana. Vol. I, Ulrico Hoepli, Milano, 1919, pp. 80 sgg. https://archive.org/stream/leoriginielosvol01sche#page/80/mode/2up
“Il nostro poeta [Dante] giustamente fa l'elogio di Giotto a causa della sua città, del suo talento, della loro amicizia […] Giotto è sempre il primo, anche se talvolta furono riscontrati gravi errori nelle sue opere, come ho sentito dire da grandi esperti.”
Et hic nota, lector quod poeta noster merito fecit commendationem Giotti, ratione civitatis, ratione virtutis, ratione familiaritatis [... ] Giottus adhuc tenet campum, quia nondum venit alius eo subtilior, cum tamen fecerit aliquando magnos errores in picturis suis, ut audivi a magnis ingeniis...
Benvenuto da Imola letterato italiano
da Commentarium super Dantis Alighierii Comediam, Ed J.P. Lacaïta, Firenze, 1887, III, pp. 310, 312, 313