„Nessuno è perduto di quelli che entrano in Dio.“

13 dicembre 1968
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Ultimo aggiornamento 09 Novembre 2020. Storia
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attivista (attivista cattolica) 1920 - 2008

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„[Sull'esclusione di Boniek dal Cammino delle stelle dello Juventus Stadium nel 2011] È una sciocchezza, Zibì ha dato molto alla Juventus, le sue critiche ai dirigenti non c'entrano con tutto quello che lui ha saputo dare e fare per la squadra.“

—  Michel Platini calciatore francese 1955

citato in Questa Juventus senza memoria Così ha spento la stella di Boniek http://www.ilgiornale.it/news/questa-juventus-senza-memoria-cos-ha-spento-stella-boniek.html, Il Giornale, 30 dicembre 2010

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„Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai.“

—  Omar Sívori calciatore argentino 1935 - 2005

Origine: Citato in Storiche citazioni di juventini veri http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2009/12/02-47339/Storiche+citazioni+di+juventini+veri+-+COMMENTA, Tuttosport.com, 2 dicembre 2009.

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„Dio per me non è neanche un'ipotesi.“

—  Giorgio Parisi fisico italiano 1948

Origine: Dall'intervista di Antonio Gnoli, Giorgio Parisi: "Ecco perché la fisica moderna è assurda come un testo di Beckett" http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/12/31/giorgio-parisi-ecco-perche-la-fisica-moderna.html, la Repubblica, 31 dicembre 2010, p. 52.

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„Dio è come il mare: sorregge chi gli si abbandona.“

—  Guido Morselli scrittore italiano 1912 - 1973

14 dicembre 1943
Diario

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„Dio non gioca a dadi con l'universo.“

—  Albert Einstein scienziato tedesco 1879 - 1955

da una lettera del 4 dicembre 1926 a Max Born

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„Nessuna religione ha espresso tanta bellezza come la nostra.“

—  Vittorio Sgarbi critico d'arte, politico e opinionista italiano 1952

da un post https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/videos/1035315143191559/ del 3 dicembre 2015
Da Facebook.com

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„«Dio salvi almeno se stesso», dice l'impagabile Elio.“

—  Carlo Emilio Gadda scrittore italiano 1893 - 1973

Firenze, 22 dicembre 1941
Lettere a una gentile signora

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„Si può rimpiangere un regime che scriveva dio con la minuscola e Kgb maiuscolo?“

—  Alexandr Isajevič Solženicyn scrittore, drammaturgo e storico russo 1918 - 2008

citato in Antonio Socci, Nostalgici del Dio minuscolo http://www.ilgiornale.it/interni/nostalgici_dio_minuscolo/29-12-2005/articolo-id=53339, il Giornale, 29 dicembre 2005

„[A proposito del terremoto di Sendai del 2011] Mons. Orazio Mazzella, (1860-1939) arcivescovo di Rossano Calabro, all'indomani della tragedia fece una serie di riflessioni che vi riassumo (La provvidenza di Dio, l'efficacia della preghiera, la carità cattolica ed il terremoto del 28 di Dicembre 1908: cenni apologetici, Desclée e C., Roma 1909).
In primo luogo le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio, che ci scuote e ci richiama col pensiero ai nostri grandi destini, al fine ultimo della nostra vita, che è immortale.
Infatti se la terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe sopra di noi un fascino irresistibile, non ci accorgeremmo che essa è un luogo d'esilio, e dimenticheremmo troppo facilmente, che noi siamo cittadini del cielo. […]
In secondo luogo, osserva l'arcivescovo di Rossano Calabro, le catastrofi sono talora esigenza della Giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi.
Alla colpa del peccato originale si aggiungono infatti, nella nostra vita, le nostre colpe personali; nessuno di noi è immune dal peccato e può dirsi innocente e le nostre colpe possono essere personali o collettive: possono essere le colpe di un singolo o quelle di un popolo: ma mentre Dio premia o castiga i singoli nell'eternità è sulla terra che premia o castiga le nazioni, perché le nazioni non hanno vita eterna, hanno un orizzonte terreno. […]
Terzo punto infine: le grandi catastrofi sono spesso una benevola manifestazione della misericordia di Dio.
Abbiamo detto infatti che nessuno, mettendosi la mano sulla coscienza, potrebbe dare a se stesso un certificato d'innocenza. Un giorno, quando il velo, che copre l'opera della Provvidenza, sarà sollevato, ed alla luce di Dio vedremo ciò che Egli avrà operato ne' popoli e nelle anime, ci accorgeremo che per molte di quelle vittime, che compiangiamo oggi, il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie, anche le più lievi, e grazie a questa morte tragica la loro anima è volata al cielo prima del tempo perché Dio ha voluto risparmiarle un triste avvenire. […]
Le grandi catastrofi sono certamente un male, però non sono un male assoluto, ma un male relativo, dal quale sorgono beni di ordine superiore e più universali. La luce della fede ci insegna che le grandi catastrofi, o sono un richiamo paterno della bontà di Dio, o sono esigenze della divina giustizia, che infligge un castigo meritato, o sono un tratto della divina misericordia, che purifica le vittime aprendo loro le porte del Cielo. Perché il Cielo è il nostro destino eterno.“

—  Roberto de Mattei storico italiano 1948

da Riflessioni sul mistero del male – Intervento del prof. Roberto de Mattei a Radio Maria del 16 marzo 2011; citato in Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1560:intervento-del-prof-roberto-de-mattei-a-radio-maria-del-16-marzo-2011&catid=138:varie&Itemid=55=, 25 marzo 2011

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„Senza la musica nessuno parlerebbe di quello in cui credo. Per questo danno fastidio le mie canzoni.“

—  Massimo Morsello cantautore, imprenditore e terrorista italiano 1958 - 2001

da un'intervista a Il Giornale, 28 dicembre 1997

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„Nella politica italiana non perde mai nessuno. Non vincono, ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com'è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta… anche se con il nodo in gola, perché non siamo robot.“

—  Matteo Renzi politico italiano 1975

dal discorso durante il quale ha annunciato l'intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l'esito del referendum costituzionale, Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016
Origine: Visibile al minuto 04:20 di Referendum, Renzi si dimette: il discorso integrale da Palazzo Chigi http://video.corriere.it/referendum-trionfa-no-discorso-renzi/5dc37392-ba7c-11e6-99a2-8ca865283c9e, Video.Corriere.it, 5 dicembre 2016.

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„Nessuno meglio di Katherine seppe fare racconto dei più segreti soprassalti del cuore dei suoi personaggi.“

—  Antonio Debenedetti scrittore e critico letterario italiano 1937

Origine: Da La passione distruttiva della Mansfield https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2009/dicembre/16/passione_distruttiva_della_Mansfield_co_9_091216052.shtml, Corriere della Sera, 16 dicembre 2009.

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„[A proposito di Inchiesta su Gesù] Strana ci sembra anche l'affermazione che Gesú non sia cristiano e che egli non abbia fondato né abbia voluto fondare una nuova religione, il cristianesimo. In realtà, egli ha rivolto la sua predicazione «alle pecore perdute della casa d'Israele» (Mt 10,6): a tale scopo ha chiamato a seguirlo dodici discepoli, perché «stessero con lui e anche per mandarli a predicare» (Mc 3,14-15). Ma il suo messaggio non è accolto dal popolo d'Israele e dai suoi capi. Ecco che allora egli si consacra all'istruzione dei suoi discepoli e delle persone – uomini e donne – che credono in lui: insegna loro a pregare, a vedere in Dio il Padre che li ama, che ha cura di loro; insegna loro il retto uso delle ricchezze, il perdono delle offese; nella sua ultima cena, alla vigilia della morte, istituisce un nuovo rito pasquale e chiede ai Dodici di ripeterlo in sua memoria. Dopo la sua morte e la sua risurrezione, i suoi discepoli, pur restando all'interno dell'ebraismo, formano un gruppo a parte, che ha i suoi capi (i Dodici), un suo rito particolare – la ripetizione dei gesti compiuti da Gesú nella sua Ultima Cena –, gli insegnamenti di Gesú. Proprio questo piccolo gruppo di seguaci di Gesú forma la «sua» Chiesa che, ingrandendosi con l'adesione di nuove persone, sia ebree sia pagane che credono in Cristo, forma il primo cristianesimo. Non c'è dunque nessuna frattura tra Gesú «ebreo» e il cristianesimo, che vivedegli insegnamenti di Gesú e lo professa suo Dio e Signore.“

—  Giuseppe De Rosa 1921 - 2011

da Civiltà Cattolica, 2 dicembre 2006

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