“Amico, hai vinto: io ti perdon…; perdona.”
Torquato Tasso libro Gerusalemme liberata
XII, 66
Gerusalemme liberata
"Amleto" televisivo di C. Bene, Rai 1977
“Amico, hai vinto: io ti perdon…; perdona.”
Torquato Tasso libro Gerusalemme liberata
XII, 66
Gerusalemme liberata
“Più che un perdono da riconquistare, è il perdono che ci riconquista.”
Plinio Corrêa de Oliveira (1908–1995) storico, politico e filosofo brasiliano
Origine: Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell'Universo, p. 61
Thomas Szasz (1920–2012) psichiatra
Origine: Da The Second Sin https://equalityfiles.files.wordpress.com/2013/12/thomas_szasz_the_second_sin.pdf, 1973, in "Personal Conduct", p. 51.
“L'adolescente non perdona gli scrittori letti da suo padre.”
Nicolás Gómez Dávila In margine a un testo implicito
In margine a un testo implicito
“La società spesso perdona il criminale; ma non perdona il sognatore.”
Oscar Wilde (1854–1900) poeta, aforista e scrittore irlandese
Il critico come artista
“Le virtù si perdono nell'interesse come i fiumi si perdono nel mare.”
François de La Rochefoucauld (1613–1680) scrittore, filosofo e aforista francese
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Massime, Riflessioni morali
“Perdona me, Padre, poiché io so quel che faccio.”
Jim Morrison (1943–1971) cantautore e poeta statunitense
Tempesta Elettrica
“Quando le parole perdono di senso, i popoli perdono la loro libertà.”
Confucio (-551–-479 a.C.) filosofo cinese
“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.”
Cesare Pavese (1908–1950) scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano
Origine: Parole d'addio riportate sul frontespizio http://www.internetculturale.it/upload/immagini/ultime%20parole%20grande.jpg di una copia dei Dialoghi con Leucò, ritrovata su un tavolino accanto al suo corpo senza vita. Il 27 agosto 1950 Pavese si suicidò con una dose eccessiva di barbiturici in una camera al terzo piano dell'Hotel Roma in piazza Carlo Felice, a Torino. Lo indussero a compiere questo «atto di ambizione» la delusione amorosa per la fine del rapporto sentimentale con l'attrice americana Constance Dowling – a cui dedicò gli ultimi versi di Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi – e il disagio esistenziale che per tutta la vita aveva cercato di vincere.