„Quando si tratta di vedere un film realizzato ottant'anni prima, tuttavia è necessario un impegno ulteriore: occorre sforzarsi di immaginare che cosa deve aver significato vedere quel film all'epoca in cui esso fu distribuito, e rendersi perciò conto della differenza tra quello stato ormai inattingibile e l'evento attuale.“

Origine: Una passione infiammabile, p. 88

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Paolo Cherchi Usai10
critico cinematografico e saggista italiano 1957

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„È meglio vedere un film che un incontro di tennis perché non sopporto di vedere qualcuno che potrebbe perdere.“

—  Andy Warhol pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore s… 1928 - 1987

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„Spesso, a vedere certi film, penso a quanto sia più bella la pubblicità.“

—  Oliviero Toscani pubblicitario, fotografo 1942

Origine: Citato in Paola Di Caro e Venanzio Postiglione, "Difendiamo l'arte". "Ma poi chi paga?" https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/maggio/15/Difendiamo_arte_poi_chi_paga_co_0_9505158339.shtml, Corriere della Sera, 15 maggio 1995, p. 5.

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„Io credo che occorra rendersi conto che questa non è una lotta personale tra noi e la mafia. Se si capisse che questo deve essere un impegno - straordinario nell'ordinarietà - di tutti nei confronti di un fenomeno che è indegno di un paese civile, certamente le cose andrebbero molto meglio.“

—  Giovanni Falcone magistrato italiano 1939 - 1992

Origine: Dall'intervista di Corrado Augias, Telefono Azzurro http://www.raiplay.it/video/2017/04/Lintervento-a-Telefono-giallo-a05be0c9-cb0c-4b9b-b308-44a7fdd0a0ea.html, 1991.

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„Se Otto e mezzo si differenzia dagli altri film "raddoppiati", non è soltanto perché in esso il raddoppiamento è più sistematico o più centrale, ma anche e soprattutto perché esso vi funziona diversamente. Infatti Otto e mezzo, cosa che deve essere attentamente valutata, è un film due volte raddoppiato, e se si dice che esso è costruito in abisso, è di una doppia costruzione in abisso che si dovrà parlare. Non abbiamo soltanto un film sul cinema, ma un film su un film che è a sua volta verte sul cinema; non soltanto un film su un cineasta, ma un film su un cineasta che riflette egli stesso sul proprio film. […] Non basta dunque parlare di "film nel film": […] Otto e mezzo è il film che in Otto e mezzo si va facendo; il "film nel film" è in questo caso il film stesso. […] Questa costruzione a tre stadi dà il suo senso più vero all'elucidazione del film, che è stato diversamente interpretato. La versione definitiva stabilita da Fellini non comporta uno ma bensì tre scioglimenti successivi. […] Se è giusto notare quanto c'è di paradossale e di clamoroso in Otto e mezzo, meditazione potentemente creativa sull'impotenza di creare, bisogna osservare che questo stesso tratto rinvia, al di là di ogni possibile ammiccamento da parte di Fellini, a una situazione più fondamentale e meno paradossale di quanto non si dica. Da tutta la confusione di cui il film ci ha reso testimoni sta per nascere […] un film mirabilmente costruito e il meno confuso possibile.“

—  Christian Metz semiologo francese 1931 - 1993

da Semiologia del cinema, Garzanti, Milano, 1972, pp. 306-311
Origine: Citato in Claudio G. Fava, I film di Federico Fellini, Volume 1 di Effetto cinema, Gremese Editore, 1995, pp. 109-110 https://books.google.it/books?id=DNMSsPUpWnoC&pg=PA109. ISBN 8876059318

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