„Quando si tratta di vedere un film realizzato ottant'anni prima, tuttavia è necessario un impegno ulteriore: occorre sforzarsi di immaginare che cosa deve aver significato vedere quel film all'epoca in cui esso fu distribuito, e rendersi perciò conto della differenza tra quello stato ormai inattingibile e l'evento attuale.“

—  Paolo Cherchi Usai, p. 88
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Paolo Cherchi Usai10
critico cinematografico e saggista italiano 1957
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„È meglio vedere un film che un incontro di tennis perché non sopporto di vedere qualcuno che potrebbe perdere.“

—  Andy Warhol pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore s… 1928 - 1987

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„Se Otto e mezzo si differenzia dagli altri film "raddoppiati", non è soltanto perché in esso il raddoppiamento è più sistematico o più centrale, ma anche e soprattutto perché esso vi funziona diversamente. Infatti Otto e mezzo, cosa che deve essere attentamente valutata, è un film due volte raddoppiato, e se si dice che esso è costruito in abisso, è di una doppia costruzione in abisso che si dovrà parlare. Non abbiamo soltanto un film sul cinema, ma un film su un film che è a sua volta verte sul cinema; non soltanto un film su un cineasta, ma un film su un cineasta che riflette egli stresso sul proprio film. […] Non basta dunque parlare di "film nel film": […] Otto e mezzo è il film che in Otto e mezzo si va facendo; il "film nel film" è in questo caso il film stesso. […] Questa costruzione a tre stadi dà il suo senso più vero all'elucidazione del film, che è stato diversamente interpretato. La versione definitiva stabilita da Fellini non comporta uno ma bensì tre scioglimenti successivi. […] Se è giusto notare quanto c'è di paradossale e di clamoroso in Otto e mezzo, meditazione potentemente creativa sull'impotenza di creare, bisogna osservare che questo stesso tratto rinvia, al di là di ogni possibile ammiccamento da parte di Fellini, a una situazione più fondamentale e meno paradossale di quanto non si dica. Da tutta la confusione di cui il film ci ha reso testimoni sta per nascere […] un film mirabilmente costruito e il meno confuso possibile.“

—  Christian Metz semiologo francese 1931 - 1993
da Semiologia del cinema, Garzanti, Milano, 1972, pp. 306-311

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