“… Sì, voi siete, senza alcun dubbio, un ignorante, ma lo siete senza saperlo; poiché non siete una persona colta, e non esiste che la persona colta che sia in grado di conoscere la propria ignoranza: è su questo rapporto che vi sono superiore. Voi siete un asino che non si conosce; come tale, m'invidiate; come invidioso, mi odiate. Chiunque odî è nemico; come nemico, mi calunniate; e come calunniatore, voi meritate di avere la lingua mozzata; ora, una lingua tagliata non serve nemmeno da strofinaccio…”
lettera XIX, p. 123 https://books.google.it/books?id=7pJJtv_QXiUC&pg=PA123 <br class="br">Lettere a un maggiordomo
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