Frasi su ignoranza

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema ignoranza, essere, mondo, vita.

Un totale di 460 frasi, il filtro:

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„Credo in una scala di valori ordinata, credo che un'ignoranza pura valga più di una cultura filtrata.“

—  J-Ax rapper e cantautore italiano 1972

da Quelli come me
Non incluse negli album

Citát „I nostri veri nemici sono i veleni mentali: l'ignoranza, l'odio, il desiderio, la gelosia, l'orgoglio. Sono gli unici capaci di distruggere la nostra felicità.“
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„Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.“

—  Socrate filosofo ateniese -470 - -399 a.C.

II, 31
Diogene Laerzio, Vite dei filosofi

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„L'incertezza della conoscenza non era diversa dalla sicurezza dell'ignoranza.“

—  Charles Bukowski poeta e scrittore statunitense 1920 - 1994

Taccuino di un vecchio sporcaccione

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„L'incomprensione del presente cresce fatalmente dall'ignoranza del passato.“

—  Marc Bloch storico francese 1886 - 1944

Apologia della storia o mestiere di storico

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„La felicità consiste nell'ignoranza del vero.“

—  Giacomo Leopardi, libro Zibaldone

libro Zibaldone di pensieri

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„Coloro che vogliono ingannare i popoli e governarli ad esclusivo loro vantaggio hanno interesse a mantenerli nell'ignoranza.“

—  Napoleone Bonaparte politico e militare francese, fondatore del Primo Impero francese 1769 - 1821

L'arte di comandare, Appendice

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„Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo antifascisti, contro la violenza, siamo antirazzisti e per la creatività. Noi siamo contro l'ignoranza.“

—  Joe Strummer cantautore, chitarrista e attore britannico 1952 - 2002

Citato in Pat Gilbert, The Clash. Death or Glory

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„In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnoli dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano esclusivamente la tristezza provocata dall'impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O, in tedesco, Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l'islandese, distingue i due termini: söknudur: «nostalgia» in senso lato; e heimfra: «rimpianto della propria terra». Per questa nozione i cechi, accanto alla parola «nostalgia» presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d'amore ceca: stýská se mi po tobě: «ho nostalgia di te»; «non posso sopportare il dolore della tua assenza». In spagnolo, añoranza viene dal verbo añorar («provare nostalgia»), che viene dal catalano enyorar, a sia volta derivato dal latino ignorare. Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell'ignoranza.“

—  Milan Kundera, libro L'ignoranza

Origine: L'ignoranza, pp. 11 e 12

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„Genera più spesso confidenza l'ignoranza di quanto non faccia la conoscenza.“

—  Charles Darwin naturalista britannico che formulò la teoria dell'evoluzione 1809 - 1882

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„Purtroppo il mio paese, gli Stati Uniti, è un concentrato di violenza che scaturisce dall'ignoranza e dall'avidità. I giovani commettono violenze casuali, senza pensare; e invece di essere arrestati, diventano eroi agli occhi dei compagni.“

—  Johnny Depp attore statunitense 1963

citato in Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895

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„Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.“

—  Philip Roth, libro Pastorale americana

American Pastoral

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„Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l'ignoranza che possiamo risolverli.“

—  Isaac Asimov biochimico e scrittore statunitense 1920 - 1992

Origine: Citato in Focus n. 98, pag. 188.

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„Provincialismo: ignoranza dei costumi degli altri e desiderio di controllare le loro azioni.“

—  Ezra Pound poeta, saggista e traduttore statunitense 1885 - 1972

Aforismi e detti memorabili

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„La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'astrologia.“

—  Giacomo Leopardi poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 - 1837

Origine: Da Storia dell'astronomia, p. 19.

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Citát „Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.“
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„Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.“

—  Ippocrate di Coo filosofo, medico -460 - -370 a.C.

Origine: Citato in Simon Singh, Edzard Ernst, Aghi, pozioni e massaggi, Rizzoli, 2008.

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„Gli imperi cadono quando l'educazione dei principi cede alla letargia borghese, con la sua puntigliosa, superstiziosa ignoranza della radice spirituale di ogni dominio.“

—  Cristina Campo scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 - 1977

Gli imperdonabili
Origine: Da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 99.

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„Forse ci univa l'ignoranza di una meccanica fondamentale, quella del caso. Borges aveva proprio ragione quando diceva che sappiamo molto poco delle leggi che reggono il caso.“

—  Luis Sepúlveda scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949

La lampada di Aladino e altri racconti per vincere l'oblio, La lampada di Aladino

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„Considero la religione come un giocattolo per bambini, e ritengo che il solo peccato sia l'ignoranza.“

—  Christopher Marlowe poeta, drammaturgo 1564 - 1593

da L'ebreo di Malta, I, 14

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„Il non sapere del mistico non è ignoranza, ma un modo di sapere.“

—  Benjamin Fondane filosofo e scrittore rumeno 1898 - 1944

citato in Ann van Sevenant, Il filosofo dei poeti: l'estetica di Benjamin Fondane, Mimesis, 1994

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„Le citazioni sono utili in periodi di ignoranza o di oscure credenze.“

—  Guy Debord scrittore, regista e filosofo francese 1931 - 1994

Origine: Da Panegirico, 1989.

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„Che arroganza, che ignoranza, che volgarità!“

—  Raul Cremona comico, attore e illusionista italiano 1956

Oronzo

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„Le donne si trovano dovunque a vivere in questa deplorevole condizione: per difendere la loro innocenza, eufemismo per ignoranza, le si tiene ben lontane dalla verità e si impone loro un carattere artificioso, prima ancora che le loro facoltà intellettive si siano fortificate. Fin dall'infanzia si insegna loro che la bellezza è lo scettro della donna e la mente quindi si modella sul corpo e si aggira nella sua gabbia dorata, contenta di adorarne la prigione. Gli uomini possono scegliere attività e occupazioni diverse che li tengono impegnati e concorrono inoltre a dare un carattere alla mente in formazione. Le donne invece costrette come sono di occuparsi di una cosa sola e a concentrarsi costantemente sulla parte più insignificante di se stesse, raramente riescono a guardare al di là di un successo di un'ora. Ma se il loro intelletto si emancipasse dalla schiavitù a cui le hanno ridotte l'orgoglio e la sensualità degli uomini, insieme al loro miope desiderio di potere immediato, simile a quello di dominio da parte dei tiranni, allora ci dovremmo sorprendere delle loro debolezze.“

—  Mary Wollstonecraft, libro Rivendicazione dei diritti della donna

Rivendicazione dei diritti della donna
Origine: Da A Vindication of the Rights of Woman (1792), pubblicato a cura di Eileen Hunt Botting, Yale University Press, 2014, pp. 70-71; traduzione di F. Ruggeri in I diritti delle donne, Editori Riuniti, Roma, 1977.

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„L'ignoranza è madre della paura […].“

—  Herman Melville, libro Moby Dick

III; p. 49
Moby Dick

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„L'ignoranza è un vizio.“

—  Talete filosofo greco antico -624 - -547 a.C.

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„Quest’ultima riga è sottolineata a matita, poi cerchiata con inchiostro nero, e anche evidenziata a margine con un punto esclamativo. Chi è stato a sottolinearla, io o lui? Non ricordo. Ricordo, però, che nel leggere Sontag la prima volta, proprio come la prima volta che ho letto Hannah Arendt, Emily Dickinson e Pascal, avevo di continuo sottili forme di estasi, improvvise e forse di natura microchimica – come piccole luci che sfarfallano nel profondo del tessuto cerebrale – quelle che prova una persona quando finalmente trova le parole giuste per definire una sensazione molto semplice e tuttavia rimasta inesprimibile fino a quel momento. Quando le parole di un altro entrano nella tua coscienza a quel modo, diventano piccoli fari concettuali. Non devono essere per forza fari illuminanti. Un fiammifero acceso in un corridoio buio, la brace di una sigaretta fumata a letto in piena notte, la cenere ardente di un fuoco quasi spento: nessuna di queste cose brilla di una luce forte per rivelare alcunché. E lo stesso è per le parole altrui. Ma talvolta una piccola luce può renderti consapevole del mondo buio e ignoto attorno a quel bagliore, dell’enorme ignoranza che avvolge quel che crediamo di conoscere. E quell’ammissione, quel venire a patti con l’oscurità è più prezioso di tutta la conoscenza che potremo mai accumulare.“

—  Valeria Luiselli scrittrice messicana 1983

Origine: Valeria Luiselli, Archivio dei bambini perduti (Lost children archive, 2019) tradotto in italiano da Tommaso Pincio per "La nuova frontiera". Citato in La luce nelle parole degli altri https://www.ilpost.it/2019/09/17/archivio-dei-bambini-perduti/,

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„L'ignoranza non è innocenza, ma peccato.“

—  Robert Browning poeta e drammaturgo britannico 1812 - 1889

da L'album della locanda

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„Chi pensa che i regimi comunisti dell'Europa Centrale siano esclusivamente opera di criminali, si lascia sfuggire una verità fondamentale: i regimi criminali non furono creati da criminali ma da entusiasti, convinti di aver scoperto l'unica strada per il paradiso. Essi difesero con coraggio quella strada, giustiziando per questo molte persone. In seguito, fu chiaro che il paradiso non esisteva e che gli entusiasti erano quindi degli assassini. Allora tutti cominciarono a inveire contro i comunisti: Siete responsabili delle sventure del paese (è impoverito e ridotto in rovina), della perdita della sua indipendenza (è caduto in mano alla Russia), degli assassinii giudiziari Coloro che venivano accusati rispondevano: Noi non sapevamo! Siamo stati ingannati Noi ci credevamo! Nel profondo del cuore siamo innocenti! La discussione si riduceva a questa domanda: Davvero loro non sapevano? Oppure facevano solo finta di non aver saputo nulla? Tomas seguiva la discussione (così come la seguivano tutti i dieci milioni di cechi) e si diceva che tra i comunisti c'era sicuramente chi non era del tutto all'oscuro (dovevano pur sempre aver sentito parlare degli orrori che erano stati commessi e che venivano ancora commessi nella Russia postrivoluzionaria). Ma era probabile che la maggior parte di loro non ne sapesse davvero nulla. E si disse che la questione fondamentale non era: Sapevamo o non sapevamo?, bensì: Si è innocenti solo per il fatto che non si sa? Un imbecille seduto sul trono è sollevato da ogni responsabilità solo per il fatto che è un imbecille? Ammettiamo pure che un procuratore ceco che all'inizio degli Anni Cinquanta chiedeva la pena di morte per un innocente sia stato ingannato dalla polizia segreta russa e dal proprio governo. Ma ora che sappiamo tutti che le accuse erano assurde e i giustiziati innocenti, com'è possibile che quello stesso procuratore difenda la purezza della propria anima e si batta il petto: La mai coscienza è senza macchia, io non sapevo, io ci credevo. La sua irrimediabile colpa non risiede proprio in quel 'Io non sapevo! Io ci credevo!'? Fu allora che a Tomas tornò in mente la storia di Edipo: Edipo non sapeva di dormire con la propria madre ma, quando capì ciò che era accaduto, non si sentì innocente. Non poté sopportare la vista delle sventure che aveva causato con la propria ignoranza, si cavò gli occhi e, cieco, partì da Tebe. Tomas sentiva le grida dei comunisti che difendevano la loro purezza interiore e diceva tra sé: Per colpa della vostra incoscienza la nostra terra ha perso, forse per secoli, la sua libertà e voi gridate che vi sentite innocenti? Come potete ancora guardarvi intorno? Come potete non provare raccapriccio? Siete o non siete capaci di vedere? Se aveste gli occhi, dovreste trafiggerveli e andarvene da Tebe!“

—  Milan Kundera, libro L'insostenibile leggerezza dell'essere

L'insostenibile leggerezza dell'essere