Frasi di Tito Lucrezio Caro

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Tito Lucrezio Caro

Data di nascita: 94 a.C.
Data di morte: 55 a.C.
Altri nomi: Lucretius Carus, Titus Carus Lucretius

Tito Lucrezio Caro è stato un poeta e filosofo romano, seguace dell'epicureismo.

Lavori

De rerum natura
Tito Lucrezio Caro

„A tante sciagure ha potuto indurre la religione.“

—  Tito Lucrezio Caro, libro De rerum natura

De rerum natura, Libro I

„Quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro.“

—  Tito Lucrezio Caro, libro De rerum natura

De rerum natura, Libro IV

„[Descrivendo la peste] Una tal causa di contagio un tale | mortifero bollor già le campagne | ne' cecropi confin rese funeste, | fe' diserte le vie, di cittadini | spopolò la città. Poiché, venendo | da' confin dell'Egitto ond'ebbe il primo | origin suo, molto di cielo e molto | valicato di mar, le genti al fine | di Pandïone assalse. Indi appestati | tutti a schiere morían. Primieramente | essi avean d'un fervore acre infiammata | la testa e gli occhi rosseggianti e sparsi | di sanguinosa luce. Entro le fauci | colavan marcia; e da maligne e tetre | ulcere intorno assediato e chiuso | era il varco alla voce; e degli umani | sensi e segreti interprete la lingua | d'atro sangue piovea, debilitata | dal male, al moto grave, aspra a toccarsi. | Indi, poi che 'l mortifero veleno | sceso era al petto per le fauci e giunto | all'affannato cuor, tutti i vitali | claustri allor vacillavano. Un orrendo | puzzo volgea fuor per la bocca il fiato, | similissimo a quel che spira intorno | da' corrotti cadaveri. Già tutte | languian dell'alma e della mente affatto | l'abbattute potenze, e su la stessa | soglia omai della morte il corpo infermo | languiva anch'egli. Un'ansïosa angoscia | del male intollerabile compagna | era: e misto col fremito un lamento | continuo e spesso un singhiozzar dirotto, | notte e dì, senza requie, a ritirarsi | sforzando i nervi e le convulse membra, | sciogliea dal corpo i travagliati spirti, | noia a noia aggiugnendo | e duolo a duolo.“

—  Tito Lucrezio Caro

1909, pp. 143-145

„Fu la paura la prima nel mondo a creare gli dèi.“

—  Tito Lucrezio Caro

Primus in orbe deos fecit timor.
Si tratta in realtà di una frase da Petronio Arbitro, Frammenti, 27; o da Publio Papinio Stazio, Tebaide, 3, 661.
Attribuite

„La goccia scava la pietra.“

—  Tito Lucrezio Caro, libro De rerum natura

De rerum natura, Libro I

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