Frasi su asino

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema asino, uomo, essere, cavallo.

Un totale di 106 frasi, il filtro:

„Non bisogna mai dimenticare che l'asino raglia e il cavallo nitrisce e che qualunque cosa si faccia, è impossile che avvenga il contrario.“
Non bisogna mai dimenticare che l'asino raglia e il cavallo nitrisce e che qualunque cosa si faccia, è impossile che avvenga il contrario.

—  Giuseppe Tobia

Marcello Macchia photo

„Kledi: Non provare ad imitare Billy Ballo, sii te stesso!
Fernandello: Ma io sono un asino.
Kledi: Allora sii un asino!“

Kledi: Non provare ad imitare Billy Ballo, sii te stesso! Fernandello: Ma io sono un asino. Kledi: Allora sii un asino!

—  Marcello Macchia comico italiano 1978

L'uomo che usciva la gente

Ignazio Silone photo

„Per ordine del Podestà sono proibiti tutti i ragionamenti. Berardo provvide ad affiggere il cartello, in alto, sulla facciata. La sua condiscendenza ci sbalordiva assai. Ma poi Berardo disse: "Quello che il Podestà ordina da oggi, io l'ho sempre ripetuto. Coi padroni non si ragiona, questa è la mia regola. Tutti i guai dei cafoni vengono dai ragionamenti. Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. Può essere persuaso che nell'altro mondo c'è l'inferno benché lui non l'abbia mai visto. Vedete le conseguenze. Guardatevi intorno e vedete le conseguenze. Un essere irragionevole non ammette il digiuno. Se mangio lavoro. Se non mangio non lavoro. O meglio neppure lo dice, perché allora ragionerebbe, ma agisce così per natura. Pensa un po' se gli ottomila uomini che coltivano il Fucino, invece di essere asini ragionevoli, cioè addomesticabili, cioè convincibili, cioè esposti al timore del carabiniere, del prete, del giudice, fossero invece veri somari, completamente privi di ragione. Il principe potrebbe andare per elemosina. E cosa ci impedisce ora di strappare quel cartello che ci hai portato e strangolarti a morte? Ce lo può impedire solo il ragionamento delle possibili conseguenze dell'assassinio. Ma tu, di tua mano, hai scritto su quel cartello che da oggi, per ordine del Podestà, sono proibiti i ragionamenti. Tu hai rotto il filo al quale era legata la tua incolumità."“
Per ordine del Podestà sono proibiti tutti i ragionamenti. Berardo provvide ad affiggere il cartello, in alto, sulla facciata. La sua condiscendenza ci sbalordiva assai. Ma poi Berardo disse: "Quello che il Podestà ordina da oggi, io l'ho sempre ripetuto. Coi padroni non si ragiona, questa è la mia regola. Tutti i guai dei cafoni vengono dai ragionamenti. Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. Può essere persuaso che nell'altro mondo c'è l'inferno benché lui non l'abbia mai visto. Vedete le conseguenze. Guardatevi intorno e vedete le conseguenze. Un essere irragionevole non ammette il digiuno. Se mangio lavoro. Se non mangio non lavoro. O meglio neppure lo dice, perché allora ragionerebbe, ma agisce così per natura. Pensa un po' se gli ottomila uomini che coltivano il Fucino, invece di essere asini ragionevoli, cioè addomesticabili, cioè convincibili, cioè esposti al timore del carabiniere, del prete, del giudice, fossero invece veri somari, completamente privi di ragione. Il principe potrebbe andare per elemosina. E cosa ci impedisce ora di strappare quel cartello che ci hai portato e strangolarti a morte? Ce lo può impedire solo il ragionamento delle possibili conseguenze dell'assassinio. Ma tu, di tua mano, hai scritto su quel cartello che da oggi, per ordine del Podestà, sono proibiti i ragionamenti. Tu hai rotto il filo al quale era legata la tua incolumità."

—  Ignazio Silone, libro Fontamara

Fontamara

Socrate photo

„Se fossi preso a calci da un asino, forse che lo citerei in giudizio?“
Se fossi preso a calci da un asino, forse che lo citerei in giudizio?

—  Socrate filosofo ateniese -470 - -399 a.C.

Gnomologium Vaticanum 743

Hermann Hesse photo

„Tutta la vita è così, caro mio, e bisogna prenderla com'è; e chi non è asino ci ride. La gente come lei non ha il diritto di criticare la radio o la vita. Impari prima ad ascoltare! Impari a prendere sul serio quello che merita di essere preso sul serio, e a ridere del rimanente! O ha fatto lei qualche cosa di meglio, qualche cosa di più nobile, di più savio, di più fine? Nossignore, non l'ha fatto. Lei, signor Harry, ha fatto della sua vita la storia di un'orrida malattia, della sua intelligenza una disgrazia.“
Tutta la vita è così, caro mio, e bisogna prenderla com'è; e chi non è asino ci ride. La gente come lei non ha il diritto di criticare la radio o la vita. Impari prima ad ascoltare! Impari a prendere sul serio quello che merita di essere preso sul serio, e a ridere del rimanente! O ha fatto lei qualche cosa di meglio, qualche cosa di più nobile, di più savio, di più fine? Nossignore, non l'ha fatto. Lei, signor Harry, ha fatto della sua vita la storia di un'orrida malattia, della sua intelligenza una disgrazia.

—  Hermann Hesse, libro Il lupo della steppa

Il lupo della steppa

Dacia Maraini photo

„Caro bambino, mi viene da scrivere. Ma forse no, caro giovanotto. Sei morto così giovane. […] Sinceramente preferisco pensarti bambino, prima del tradimento, dell'odio e dell'assassinio. Preferisco pensarti taciturno e gentile, in quella capanna riscaldata dal fiato della mucca e dell'asino, per niente disturbato dalla povertà del tuo giaciglio di paglia, fra ranocchini che saltano, il rumore della pioggia sul tetto abbozzato alla meglio da tuo padre e le gonne sudice di tua madre.“
Caro bambino, mi viene da scrivere. Ma forse no, caro giovanotto. Sei morto così giovane. […] Sinceramente preferisco pensarti bambino, prima del tradimento, dell'odio e dell'assassinio. Preferisco pensarti taciturno e gentile, in quella capanna riscaldata dal fiato della mucca e dell'asino, per niente disturbato dalla povertà del tuo giaciglio di paglia, fra ranocchini che saltano, il rumore della pioggia sul tetto abbozzato alla meglio da tuo padre e le gonne sudice di tua madre.

—  Dacia Maraini scrittrice italiana 1936

Jean De La Fontaine photo

„Di tre, il più asino non è quello che si pensa.“
Di tre, il più asino non è quello che si pensa.

—  Jean De La Fontaine scrittore e poeta francese 1621 - 1695

da Le meunier, son fils et l'âne, III, 1

Miguel de Cervantes photo

„Trenta monaci e il loro abate non possono far ragliare un asino contro la sua volontà.“
Trenta monaci e il loro abate non possono far ragliare un asino contro la sua volontà.

—  Miguel de Cervantes scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spagnolo 1547 - 1616

da Novelle esemplari

Daniel Pennac photo

„Un tempo si rappresentava il somaro in piedi, dietro la lavagna, con in testa un cappello da asino. Questa immagine non stigmatizzava alcuna categoria sociale particolare, mostrava un bambino qualsiasi, messo nell'angolo perché non aveva studiato la lezione, non aveva fatto i compiti, oppure aveva fatto cagnara nell'ora di Daudet, alias Cosino. Oggi, e per la prima volta nella nostra storia, un'intera categoria di bambini e di adolescenti è quotidianamente, sistematicamente bollata come fatta da somari emblematici. […] Non contenti di far loro subire qualcosa di molto simile a un apartheid scolastico, dobbiamo anche considerarli una malattia nazionale: sono tutti i giovani di tutte le banlieues.“
Un tempo si rappresentava il somaro in piedi, dietro la lavagna, con in testa un cappello da asino. Questa immagine non stigmatizzava alcuna categoria sociale particolare, mostrava un bambino qualsiasi, messo nell'angolo perché non aveva studiato la lezione, non aveva fatto i compiti, oppure aveva fatto cagnara nell'ora di Daudet, alias Cosino. Oggi, e per la prima volta nella nostra storia, un'intera categoria di bambini e di adolescenti è quotidianamente, sistematicamente bollata come fatta da somari emblematici. […] Non contenti di far loro subire qualcosa di molto simile a un apartheid scolastico, dobbiamo anche considerarli una malattia nazionale: sono tutti i giovani di tutte le banlieues.

—  Daniel Pennac, libro Diario di scuola

V, 11, p. 198
Diario di scuola

Ennio Flaiano photo

„Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto».
Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione».“

Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto». Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione».

—  Ennio Flaiano scrittore italiano 1910 - 1972

p. 170

Apuleio photo

„[Fraintendendo le azioni di Emo-Tlepolemo e Carite] Ora, questa qui, da quando aveva visto quel giovane e aveva sentito parlare di bordello e di ruffiani, aveva preso a esaltarsi, tra le più allegre risate, al punto che in me giustamente nasceva il disprezzo per tutto il genere femminile a vedere una ragazza che, dopo aver finto di amare il suo giovane fidanzato e di desiderare nozze oneste, ora tutt'a un tratto era felice e contenta al sentir nominare uno sporco, schifoso bordello. E fu così che in quel momento l'intero genere femminile e la sua moralità si trovarono a dipendere dal giudizio di un asino!“
[Fraintendendo le azioni di Emo-Tlepolemo e Carite] Ora, questa qui, da quando aveva visto quel giovane e aveva sentito parlare di bordello e di ruffiani, aveva preso a esaltarsi, tra le più allegre risate, al punto che in me giustamente nasceva il disprezzo per tutto il genere femminile a vedere una ragazza che, dopo aver finto di amare il suo giovane fidanzato e di desiderare nozze oneste, ora tutt'a un tratto era felice e contenta al sentir nominare uno sporco, schifoso bordello. E fu così che in quel momento l'intero genere femminile e la sua moralità si trovarono a dipendere dal giudizio di un asino!

—  Apuleio, libro Le metamorfosi

VII, 10; 2005, p. 449
Le metamorfosi

„Non sei matto come un cavallo | non hai crisi d'esistenza | però sei un asino sotto la pelle del leone | te ne vai dove va il padrone.“
Non sei matto come un cavallo | non hai crisi d'esistenza | però sei un asino sotto la pelle del leone | te ne vai dove va il padrone.

—  Ennio Rega cantautore e compositore italiano 1953

da Pepsodent
Due passi nell'anima del sorcio

Zsa Zsa Gabor photo

„Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi.“
Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi.

—  Zsa Zsa Gabor attrice ungherese naturalizzata statunitense 1917 - 2016

Origine: Citata in Vincenzo Borgomeo, Fiat-Chrysler, una rivoluzione: 21 modelli nuovi entro il 2014 http://www.repubblica.it/2009/11/motori/attualita/novembre-2009/motori-chrysler-fiat-09/motori-chrysler-fiat-09.html, Repubblica.it, 4 novembre 2009.

Domenico Cirillo photo

„L'Asino colla sua pazienza, colla sua tolleranza, e colla fermezza della sua risoluzione, mentre guida l'uomo inesperto, e lo spinge dove la virtù soggiorna, lo port'a traverso, e lo fa passare senza timore di sorpresa, o di seduzione, in mezzo alle delizie che snervano, ed alle dissolutezze, che deviano.“
L'Asino colla sua pazienza, colla sua tolleranza, e colla fermezza della sua risoluzione, mentre guida l'uomo inesperto, e lo spinge dove la virtù soggiorna, lo port'a traverso, e lo fa passare senza timore di sorpresa, o di seduzione, in mezzo alle delizie che snervano, ed alle dissolutezze, che deviano.

—  Domenico Cirillo medico e botanico italiano 1739 - 1799

Origine: Discorsi accademici, p. 165

Domenico Cirillo photo

„Recherà forse non poca maraviglia come in mezzo a tante Dissertazioni che spirano di morte, orrore, e desolazione, abbia potuto trovar luogo un ragionamento intorno alle virtù morali dell'Asino.“
Recherà forse non poca maraviglia come in mezzo a tante Dissertazioni che spirano di morte, orrore, e desolazione, abbia potuto trovar luogo un ragionamento intorno alle virtù morali dell'Asino.

—  Domenico Cirillo medico e botanico italiano 1739 - 1799

Domenico Cirillo, prefazione a Discorsi accademici, Filema Edizioni, 1997

Gesù photo

„Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!“
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

—  Gesù fondatore del Cristianesimo -7 - 30 a.C.

18, 6 – 7
Nuovo Testamento, Vangelo secondo Matteo

Erri De Luca photo

„Che me ne faccio delle girandole dei verbi? Non sono il padrone del tempo, sono il suo asino.
Va bene per gli scrittori il passato e il suo ceraunavolta.
E il futuro a comodo agli indovini che si arricchiscono coi pronostici.
Io conosco le vite che durano un giorno e arrivare a notte è già morire vecchi.“

Che me ne faccio delle girandole dei verbi? Non sono il padrone del tempo, sono il suo asino. Va bene per gli scrittori il passato e il suo ceraunavolta. E il futuro a comodo agli indovini che si arricchiscono coi pronostici. Io conosco le vite che durano un giorno e arrivare a notte è già morire vecchi.

—  Erri De Luca scrittore, traduttore e poeta italiano 1950

Tre cavalli

Domenico Cirillo photo

„L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario, e come la guida indispensabile, per l'acquisto della virtù, e del sapere.“
L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario, e come la guida indispensabile, per l'acquisto della virtù, e del sapere.

—  Domenico Cirillo medico e botanico italiano 1739 - 1799

Origine: Discorsi accademici, p. 164

Francesco Domenico Guerrazzi photo

„Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato.“
Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato.

—  Francesco Domenico Guerrazzi politico e scrittore italiano 1804 - 1873

Origine: Citato nella rubrica Antologia, La Fiera letteraria, n. 5, 14 marzo 1971 ed in testata del settimanale L'Asino del 1892.

Magdi Allam photo

„Il Corano è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come «i più feroci nemici di coloro che credono». Gli ebrei sono «coloro che Allah ha maledetto», perché «uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente». Così come Allah «ha trasformato in scimmie e porci», gli ebrei che, in aggiunta, «somigliano a un asino».“
Il Corano è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come «i più feroci nemici di coloro che credono». Gli ebrei sono «coloro che Allah ha maledetto», perché «uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente». Così come Allah «ha trasformato in scimmie e porci», gli ebrei che, in aggiunta, «somigliano a un asino».

—  Magdi Allam giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano 1952

da Islam. Siamo in guerra, p. 77 https://books.google.it/books?id=S87eCgAAQBAJ&pg=PT77

„Leibniz nega che l'uomo che l'uomo sia vittima della propria libertà sino all'indifferenza, come l'asino di Buridano, che morì non sapendosi decidere tra due cumuli di fieno egualmente attraenti e posti alla stessa distanza.“
Leibniz nega che l'uomo che l'uomo sia vittima della propria libertà sino all'indifferenza, come l'asino di Buridano, che morì non sapendosi decidere tra due cumuli di fieno egualmente attraenti e posti alla stessa distanza.

—  Eugenio Spedicato

Origine: La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità, p. 10

Giordano Bruno photo

„Tansillo: Poneno, e sono, piú specie de furori, li quali tutti si riducono a doi geni: secondo che altri non mostrano che cecità, stupidità ed impeto irrazionale che tende al ferino insensato; altri consisteno in certa divina abstrazione per cui dovegnono alcuni megliori, in fatto, che uomini ordinarii. E questi sono de due specie […].
Cicada: Di questi doi geni quali stimi megliori?
Tansillo: Gli primi hanno piú dignità, potestà ed efficacia in sé, perché hanno la divinità; gli secondi son essi piú degni, piú potenti ed efficaci, e son divini. Gli primi son degni come l'asino che porta li sacramenti; gli secondi come una cosa sacra. Nelli primi si considera e vede in effetto la divinità; e quella s'admira, adora ed obedisce; ne gli secondi si considera e vede l'eccellenza della propria umanitade.“

Tansillo: Poneno, e sono, piú specie de furori, li quali tutti si riducono a doi geni: secondo che altri non mostrano che cecità, stupidità ed impeto irrazionale che tende al ferino insensato; altri consisteno in certa divina abstrazione per cui dovegnono alcuni megliori, in fatto, che uomini ordinarii. E questi sono de due specie […]. Cicada: Di questi doi geni quali stimi megliori? Tansillo: Gli primi hanno piú dignità, potestà ed efficacia in sé, perché hanno la divinità; gli secondi son essi piú degni, piú potenti ed efficaci, e son divini. Gli primi son degni come l'asino che porta li sacramenti; gli secondi come una cosa sacra. Nelli primi si considera e vede in effetto la divinità; e quella s'admira, adora ed obedisce; ne gli secondi si considera e vede l'eccellenza della propria umanitade.

—  Giordano Bruno filosofo e scrittore italiano 1548 - 1600

parte prima, dialogo III

Giordano Bruno photo

„O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella d'un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente, – asino, pullo e madre, – se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? […] Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia dovenir asini.“
O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella d'un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente, – asino, pullo e madre, – se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? […] Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia dovenir asini.

—  Giordano Bruno, libro Cabala del cavallo pegaseo

dalla declamazione
Cabala del cavallo pegaseo

Apuleio photo

„E il meccanismo della sorpresa, inteso come improvviso manifestarsi di una realtà alternativa a quella presupposta, che in ogni tipo di narrativa è una semplice opzione nell'ambito della tecnica del racconto, nel romanzo apuleiano si rivela perciò – sia a livello della trama principale che dei racconti secondari – una vera e propria strategia compositiva e uno dei fili conduttori della storia, e di conseguenza un modello di percezione del mondo. Nel mondo delle Metamorfosi niente può considerarsi sicuro – e l'esempio perfetto di questo mondo delle apparenze, in cui ogni cosa appare precaria e ingannevole, è lo stesso protagonista imprigionato nella forma dell'asino e naturalmente ignorato per tutto il tempo dagli altri uomini. […] non ci sono certezze, tutto dev'essere verificato, toccato con mano. L'unica possibilità di sapere è l'esperienza, e la disposizione d'animo più giusta sembra appunto questa credulitas, quest'ansia di mirum che fin dall'inizio caratterizza il protagonista; non si tratta di ingenuità, ma di apertura mentale, un atteggiamento più volte lodato da Lucio stesso: mentre lo scetticismo dell'anonimo compagno di Aristomene – che è presumibilmente quello del lettore – si preclude molte possibilità, l'atteggiamento di chi «vuol sapere tutto, o almeno il più possibile» sembra il più consigliabile.“
E il meccanismo della sorpresa, inteso come improvviso manifestarsi di una realtà alternativa a quella presupposta, che in ogni tipo di narrativa è una semplice opzione nell'ambito della tecnica del racconto, nel romanzo apuleiano si rivela perciò – sia a livello della trama principale che dei racconti secondari – una vera e propria strategia compositiva e uno dei fili conduttori della storia, e di conseguenza un modello di percezione del mondo. Nel mondo delle Metamorfosi niente può considerarsi sicuro – e l'esempio perfetto di questo mondo delle apparenze, in cui ogni cosa appare precaria e ingannevole, è lo stesso protagonista imprigionato nella forma dell'asino e naturalmente ignorato per tutto il tempo dagli altri uomini. […] non ci sono certezze, tutto dev'essere verificato, toccato con mano. L'unica possibilità di sapere è l'esperienza, e la disposizione d'animo più giusta sembra appunto questa credulitas, quest'ansia di mirum che fin dall'inizio caratterizza il protagonista; non si tratta di ingenuità, ma di apertura mentale, un atteggiamento più volte lodato da Lucio stesso: mentre lo scetticismo dell'anonimo compagno di Aristomene – che è presumibilmente quello del lettore – si preclude molte possibilità, l'atteggiamento di chi «vuol sapere tutto, o almeno il più possibile» sembra il più consigliabile.

—  Apuleio, libro Le metamorfosi

Lara Nicolini, introduzione, 2005, p. 31
Le metamorfosi, Citazioni sull'opera

Gilbert Keith Chesterton photo

„Per un'anima mistica, ammesso che sia un'anima, il che non accade molto spesso, non vi è nulla di più suggestivo e di più simbolico che un poeta e un asino. E l'asino era proprio un vero asino; e il poeta un vero poeta; benché a volte i due si confondano facilmente. Non si saprà mai quale fu l'interesse dell'asino per il poeta. Ma l'interesse del poeta per l'asino era genuino: e sopravvisse anche a quella intervista privata nella solitudine e segretezza di un bosco. Ma credo che anche il poeta sarebbe rimasto illuminato se avesse potuto vedere il pallido volto spaventato dell'uomo seduto al volante. Se l'avesse visto, egli si sarebbe forse ricordato il nome o avrebbe forse incominciato a capire la natura di un certo animale che non è né un asino né un'ostrica; della creatura cioè che l'uomo tanto volentieri dimentica, da quando dimenticò Dio in un giardino.“
Per un'anima mistica, ammesso che sia un'anima, il che non accade molto spesso, non vi è nulla di più suggestivo e di più simbolico che un poeta e un asino. E l'asino era proprio un vero asino; e il poeta un vero poeta; benché a volte i due si confondano facilmente. Non si saprà mai quale fu l'interesse dell'asino per il poeta. Ma l'interesse del poeta per l'asino era genuino: e sopravvisse anche a quella intervista privata nella solitudine e segretezza di un bosco. Ma credo che anche il poeta sarebbe rimasto illuminato se avesse potuto vedere il pallido volto spaventato dell'uomo seduto al volante. Se l'avesse visto, egli si sarebbe forse ricordato il nome o avrebbe forse incominciato a capire la natura di un certo animale che non è né un asino né un'ostrica; della creatura cioè che l'uomo tanto volentieri dimentica, da quando dimenticò Dio in un giardino.

—  Gilbert Keith Chesterton, libro L'osteria volante

1962, p. 189
L'osteria volante

Fëdor Dostoevskij photo

„Mi rammento: una malinconia terribile aveva invaso tutto il mio essere; avevo una gran voglia di piangere; tutto destava in me sorpresa e mi rendeva inquieto. In modo più spaventoso ancora, mi opprimeva la sensazione che tutto era, ai miei occhi, estraneo, e comprendevo benissimo che quell'essere tutto estraneo mi uccideva. Rammento di essermi sottratto a questa prostrazione e a quel buio la sera in cui, giunto a Basilea, misi piede sul suolo svizzero per la prima volta… Mi fece tornare in me il raglio d'un asino sulla piazza del mercato. L'asino mi colpì fortemente e, al contempo, mi piacque molto: e, da quel momento, tutto parve rischiararsi nella mia mente.“
Mi rammento: una malinconia terribile aveva invaso tutto il mio essere; avevo una gran voglia di piangere; tutto destava in me sorpresa e mi rendeva inquieto. In modo più spaventoso ancora, mi opprimeva la sensazione che tutto era, ai miei occhi, estraneo, e comprendevo benissimo che quell'essere tutto estraneo mi uccideva. Rammento di essermi sottratto a questa prostrazione e a quel buio la sera in cui, giunto a Basilea, misi piede sul suolo svizzero per la prima volta… Mi fece tornare in me il raglio d'un asino sulla piazza del mercato. L'asino mi colpì fortemente e, al contempo, mi piacque molto: e, da quel momento, tutto parve rischiararsi nella mia mente.

—  Fëdor Dostoevskij scrittore e filosofo russo 1821 - 1881

Myskin; II, 5

Orson Welles photo

„Quando arrivai a Dublino dovetti vendere l'asino all'asta, ed anche me stesso. Penso che avrei potuto trovare un onesto lavoro come giardiniere o lavapiatti: purtroppo diventai attore.“
Quando arrivai a Dublino dovetti vendere l'asino all'asta, ed anche me stesso. Penso che avrei potuto trovare un onesto lavoro come giardiniere o lavapiatti: purtroppo diventai attore.

—  Orson Welles attore, regista e sceneggiatore statunitense 1915 - 1985

Hans Urs Von Balthasar photo

„Non pensare che quando i cavalli di battaglia della Santa Inquisizione, del Santo Ufficio, sono stati eliminati, si possa entrare nelle celeste Gerusalemme cavalcando il mite asino dell'evoluzione tra lo sventolare delle palme.“
Non pensare che quando i cavalli di battaglia della Santa Inquisizione, del Santo Ufficio, sono stati eliminati, si possa entrare nelle celeste Gerusalemme cavalcando il mite asino dell'evoluzione tra lo sventolare delle palme.

—  Hans Urs Von Balthasar presbitero e teologo svizzero 1905 - 1988

Cordula

Giordano Bruno photo

„Ha terminato [Logifero] l'altrui sermone col proprio raglio: il venerabile dottore ha fatto la parte del pappagallo e dell'asino.“
Ha terminato [Logifero] l'altrui sermone col proprio raglio: il venerabile dottore ha fatto la parte del pappagallo e dell'asino.

—  Giordano Bruno filosofo e scrittore italiano 1548 - 1600

Filotimo: dialogo preliminare; 2008

Giordano Bruno photo

„A l'Asino Cillenico Oh beato quel ventr'e le mammelle, | Che t'ha portato e 'n terra ti lattaro, | Animalaccio divo, al mondo caro, | Che qua fai residenza e tra le stelle! | […].“
A l'Asino Cillenico Oh beato quel ventr'e le mammelle, | Che t'ha portato e 'n terra ti lattaro, | Animalaccio divo, al mondo caro, | Che qua fai residenza e tra le stelle! | […].

—  Giordano Bruno filosofo e scrittore italiano 1548 - 1600

dal sonetto anteposto al dialogo