Frasi da libro
Fabulae

Le Fabulae di Fedro sono un'opera in latino suddivisa in cinque libri, scritta all'inizio del I secolo d.C..


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„Gli umili ci rimettono quando i potenti si scontrano.“

—  Fedro, libro Fabulae

30. Le rane che temono i combattimenti dei tori
Favole, Libro I

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„L'avaro non dà volentieri nemmeno quello che gli avanza.“

—  Fedro, libro Fabulae

1. La scimmia e la volpe
Favole, Appendice perottina

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„Dell'amico è comune il nome, ma rara la fedeltà.“
Vulgare amici nomen sed rara est fides.

—  Fedro, libro Fabulae

IX. Socrates ad Amicos
Favole, Libro III

Citát „Non badare a sé e dare consigli agli altri è da sciocchi.“
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„Non badare a sé e dare consigli agli altri è da sciocchi.“
Sibi non cavere et aliis consilium dare stultum esse […].

—  Fedro, libro Fabulae

IX. Passer ad Leporem Consiliator
Favole, Libro I

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„Gli avidi sono ricchi e poveri i modesti.“

—  Fedro, libro Fabulae

1. Il giovenco, il leone e il predatore
Favole, Libro II

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„È gravoso ogni peso per chi non è abituato.“

—  Fedro, libro Fabulae

2. Le rane chiesero un re
Favole, Libro I

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„Perde il proprio, e se lo merita, chi cerca di prendere l'altrui.“
Amittit merito proprium qui alienum adpetit.

—  Fedro, libro Fabulae

IV. Canis per Fluvium Carnem Ferens
Favole, Libro I

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„Chi si è fatto conoscere una volta per un inganno vergognoso, anche se dice la verità, perde il credito.“
Quicumque turpi fraude semel innotuit, etiam si verum dicit, amittit fidem.

—  Fedro, libro Fabulae

X. Lupus et Vulpis Iudice Simio
Favole, Libro I

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„Chi perde il prestigio di un tempo, nella sua caduta rovinosa è schernito anche dai vili.“

—  Fedro, libro Fabulae

21. Il vecchio leone, il cinghiale, il toro e l'asino
Favole, Libro I

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„Chi non ha possibilità e vuole imitare il potente, finisce male.“
Inops, potentem dum vult imitari, perit.

—  Fedro, libro Fabulae

XXIV. Rana Rupta et Bos
Favole, Libro I

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„C'è a Roma una genia di faccendoni, sempre in giro di corsa, piena di fretta, indaffarata senza vere occupazioni, affannata senza pro, fa mille cose e non ne fa nessuna, dannosa a se stessa e insopportabile agli altri.“
Est ardalionum quaedam Romae natio, trepide concursans, occupata in otio, gratis anhelans, multa agendo nil agens, sibi molesta et aliis odiosissima.

—  Fedro, libro Fabulae

V. Tib. Caesar ad Atriensem
Favole, Libro II

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„La povertà mette l'uomo al sicuro; le grandi ricchezze sono esposte ai pericoli.“
Tuta est hominum tenuitas, magnae periclo sunt opes obnoxiae.

—  Fedro, libro Fabulae

VII. Muli Duo et Latrones
Favole, Libro II

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„La schiavitù, sempre soggetta al potere, poiché non osava dire quello che voleva, trasferì i propri sentimenti in favolette, e inventando storielle scherzose, evitò di essere falsamente incriminata.“
Seruitus obnoxia, quia quae uolebat non audebat dicere, affectus proprios in fabellas transtulit, calumniamque fictis elusit iocis.

—  Fedro, libro Fabulae

Prologus
Favole, Libro III

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„Di solito l'offeso ripaga con la stessa moneta.“
Solet a despectis par referri gratia.

—  Fedro, libro Fabulae

II. Panthera et Pastores
Favole, Libro III

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„Si può deridere a ragione chi non vale nulla e pronuncia vane minacce.“
[…] derideri […] merito potest qui sine virtute vanas exercet minas.

—  Fedro, libro Fabulae

VI. Musca et Mula
Favole, Libro III

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„Così, di tanto in tanto, devi lasciare svagare la mente, perché torni a te più pronta quando occorre pensare.“
Sic lusus animo debent aliquando dari, ad cogitandum melior ut redeat tibi.

—  Fedro, libro Fabulae

XIV. De Lusu et Seueritate
Favole, Libro III

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„Chi non si adatta a vivere rispettando gli altri, per lo più paga il fio della propria arroganza.“
Humanitati qui se non accommodat plerumque poenas oppetit superbiae.

—  Fedro, libro Fabulae

XVI. Cicada et Noctua
Favole, Libro III

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„Non pretendere quello che non ti è stato dato, perché la speranza delusa non si trasformi in lamentela.“
Noli adfectare quod tibi non est datum, delusa ne spes ad querelam reccidat.

—  Fedro, libro Fabulae

XVIII. Pauo ad Iunonem de uoce sua
Favole, Libro III

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