Frasi di Leone Traverso

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Leone Traverso

Data di nascita: 10. Aprile 1910
Data di morte: 28. Agosto 1968

Leone Traverso è stato un traduttore italiano.


„[... ] Ma non è un mondo fisico (presocratico, lucreziano, einsteiniano) di cui Rilke canti la metamorfosi; è il mondo dei moti umani ancora e sempre, che riduce e simula i moti cosmici; è ancora, perduta nell'universo, la terra, intrisa d'umanità che sola lo esalta: consolare di un po' d'eternità l'effimero deve l'uomo, celebrare è la missione del poeta. E se nelle Elegie, nei Sonetti e in alcune ultime poesie si rievocano le cose ormai in fuga — temi, profili, eco di puri nomi − nel breve rammemorare non è minore intensità che nel lungo indugio, cui l'amore l'aveva curvato in altri tempi, nel Libro delle Immagini o nelle Poesie nuove.
Da quello sguardo di commiato sono avvolte le "cose" in una luce che le riarde, e sfumano come in un vapore di lagrima; figure d'antichi miti (Narciso, kore, Perseo, il Cigno) esalano in musica. "Lontano, oscuro sulla soglia chiara" Orfeo saluta Euridice travolta nel buio.“
da Sulle poesie sparse e ultime di Rilke, p. 281

„[... ] già con Hölderlin in Germania e col Leopardi in Italia (o anzi già col Petrarca?) s'instaura in luogo della tradizionale mitologia pagana una sorta di nuova singolarissima mitologia fondata sullo strumento stesso della poesia: sul linguaggio. La carica straordinaria di certe parole collocate opportunamente, un intimo ritmo che governa il moto della frase, la cadenza di una musica segreta, giungono a destare fantasmi remoti come sorti dal cuore, circonfusi di stupore quasi apparizioni invocate di figure leggendarie. Da allora ogni oggetto del ricordo o della speranza si fa "mito", anzi per taluni la parola stessa, per un ritorno involontario alla radice del vocabolo, ché "mito" vale in greco appunto "discorso", "parola".“ da Introduzione alla lettura di Pindaro, p. 39


„Ma il grande incompreso, in vita e in morte, dagli altri aveva poi compreso sé stesso? O quale irresistibile attrazione verso il supremo Antagonista gli dettava il titolo dell'opera ultima, autobiografica, Ecce Homo? Da quale modulo più vicino che i Vangeli aveva dedotto la musica per i suoi versetti Zarathustra? E dopo il primo sussulto della follia, all'amico Peter Gast spediva un messaggio:
«Mio maestro Pietro!
«Cantami una nuova canzone. Il mondo è trasfigurato e tutti i cieli gioiscono. Il Crocifisso>>.“
da "Lettere di Nietzsche", p. 259

„[... ]mentre la poesia pericola spesso ancora oggi di risolversi in una fisica obiettiva, specchio di leggi del nostro giro breve Hoelderlin doveva scontare in un lunghissimo crepuscolo di follia il tentativo di rapire una favilla al sole. Ché non soltanto egli intese a rinnovare il linguaggio «tuffandosi alla fonte delle parole, per trarne una materia non di cultura, ma originaria, la Parola che dà vita>> (Stefan George); ma nella ricerca di un paese innocente riassume l'umano nella sfera dell'origine e delle regole divine. «Per questo il più pericoloso dei beni, il linguaggio, è dato all'uomo perché egli, creando, distruggendo e perendo, e ritornando all'eternamente viva, alla maestra e madre, testimoni di avere ereditato ciò che egli è, imparato da lei il suo mistero più divino, l'amore che tutto conserva>>.“ da La lirica di Hölderlin, pp. 19-20

„Al più forte è anche data la grazia, e a Hölderlin, come a Dante, accade di penetrare nella più intima fibra, a volte quasi affondare e sommergersi nella polpa delle percezioni, mentre mira al bersaglio più alto. Virtù della lingua e dello stile su cui Hölderlin ha tanto meditato e innovato da "elevare la grammatica in condizione di mistero e farne ritmo.“ da Sugli ultimi inni di Hölderlin, p. 56)

„lo sviluppo quasi autonomo delle immagini, un genuino senso dei magici rapporti fra le cose, l'incarnazione felicissima dell'oggetto nella parola ripropongono alla nostra attenzione il mistero di fantasmi di cui non è ancora esaurito il movimento.“ citato in Giuseppe Mesirca, Immagini di città, Introduzione, p. 31

„[... ] non importa molto se i fratelli o gli esemplari uno se li cerca tra i vivi, o, a un certo momento, tra i morti [... ] ché lo spirito supera agevolmente le epoche e la sua ora è sempre.“

„L'orgoglio e l'aridità della donna intellettuale è il basso continuo di quest'opera. (Preziosa l'osservazione che a Vienna, dove pure entrò «con muchas campanillas», si preferiva un altro genere di donna, la «Wiener Mädel» ricca di altre qualità femminili). Ora come non pensare alla fragilità fisica di uomini quali Nietzsche o Rilke? Né ci sembra neppure retrospettivamente appetibile assistere a un incontro fra Menadi intellettuali quali Lisbeth Nietzsche, Lou Andreas Salomè e Cosima Wagner a Bayreuth. Veramente allora il «meglio», per distorcere un po' la frase della vegliarda in agonia, «il meglio è la morte».“ da Memorie di Lou Andreas Salomè, pp. 287 – 288


„[... ] la propria infanzia non [... ] solo un'Atlantide sommersa da sabbie leggendarie, ma, qual è, il terriccio d'ogni fioritura più tarda.“

„Dalle pie leggende si trapasserà, con i mutati gusti e costumi, fino all'incanto dei paesaggi deserti, alla reviviscenza, dove tempera il fervore la malinconia, delle «favole antiche». Vorranno linee e colori, emuli già dell'epica e dell'architettura, ormai carpire il suo segreto alla musica: ultima nostalgia d'ogni arte.“ p. VIII

„«L'aforismo è l'ultimo anello di una lunga catena di pensieri». E rischia appunto come tale – da Eraclito a Nietzsche – di stritolare, tanto stringe, la verità che reca.“ da Aforismi di Marie von Ebner-Eschenbach, p. 201

„La costruzione di una filosofia imparziale sarà forse destino di altri, aspirazione per lui; di Nietzsche ogni pensiero è una reazione a qualcos'altro; e — come da Balzac s'è cominciato a scrivere «con tutti i sensi>> — le «prove>> di Nietzsche appaiono lucidissime registrazioni fisiologiche [... ]. Ogni sentenza nietzschiana è filtrata dai suoi patimenti; eroica, non sempre vittoriosa sulle bizzarrie del temperamento, la passione della verità. Ogni fiore della pianta spinosa ha il sapore delle radici.“ da "Lettere di Nietzsche", pp. 258- 259


„Opera di trapasso, Aurora, intesa ancora ad abbattere più che a costruire, vibra di una singolare tensione interna per il paradosso del suo impegno stesso, che è dimostrare razionalmente l'irrazionalità originaria della morale in corso. Occasione per eccellenza sia a demolire idoli, sia (anche più) a illuminare caverne dell'inconscio occupate da «sacra>> tenebra di millenni.“ da "Aurora" di Nietzsche, p. 263

„È una discesa imperterrita agli inferi degli istinti, Aurora, un'esplorazione che si vuole profana, «scientifica>>, nel territorio per millenni interdetto del «sacro>>. Ma quale tensione — sotto la freddezza «scientifica>>, — negli incontri con Platone, con Cristo... dove la voce del nuovo avversario pare a volte incrinarsi, di là dal senso delle parole, nella memoria dell'antica ammirazione e amicizia. Ambivalenze da ricordare un Hölderlin.“ da "Aurora" di Nietzsche, p. 264

„Pittori celebrati per placido equilibrio compositivo intonano d'improvviso il ritmo più concitato, come il Giambellino di Pesaro; e altri, d'una quadratura romana come Mantegna, toccano poi finezze gotiche. I ferraresi scatenano nelle predelle ardore ferrigno, che sprizza dai gesti acuminati faville; la visione di un Lotto raggiunge una temperie allucinata; nella selvetta «spessa e viva» di un Paolo Uccello ci s'addentra come nel regno di Matelda; Masaccio concentra la sua forza drammatica in «atti unici»; il Botticelli stilla mezze tinte come un grande veneziano e inventa quegli spazî di silenzio attorno alle figure, che sedurranno poi la fantasa dei «metafisici».“ p. VIII

„In lotta con lo spazio angusto, la fantasia s'accende a stamparsi più viva negli occhi e la memoria; squillano più audaci i colori a contrasto; si stagliano incisi i gesti definitivi. Dalla celebrazione imperante nelle tavole maggiori si trapassa nelle predelle alla narrazione, ma rapida di solito, per episodi folgoranti (e a volte – inverosimiglianza cara all'ingenuità dei bassorilievi primitivi – si condensano in un riquadro tempi diversi della medesima storia). Chi nutra familiarità con le splendide «vite» di santi martiri ed eremiti trecentesche ritrova qui tradotto in segni e colori lo stupore di quei «fatti» mirabili: respira nei prodigi l'anima ardente. E qui si libera l'estro fantastico del pittore, nella tavola grande imbrigliato dalla solennità rappresentativa e dal rigore dei moduli trasmessi.“ pp. VII-VIII

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