Frasi su lettera

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema lettera, essere, vita, citata.

Un totale di 1479 frasi, il filtro:

Lucio Anneo Seneca photo

„A me bastano poche persone, anzi anche una sola o addirittura nessuna.“

—  Lucio Anneo Seneca filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 - 65 a.C.

da Lettere a Lucilio, I, 7; 2010

Etty Hillesum photo

„Non sono i fatti a contare nella vita, conta solo ciò che grazie ai fatti si diventa.“

—  Etty Hillesum scrittrice olandese 1914 - 1943

libro Lettere 1941-1943

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„La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera J in qualche titolo. Subito penso alla Juve.“

—  Gianni Agnelli imprenditore italiano 1921 - 2003

Origine: Citato in 22 luglio 1947: Giovanni Agnelli diventa Presidente della Juventus http://www.juventus.com/it/news/news/2016/22-luglio-1947--giovanni-agnelli-diventa-presidente-della-juventus.php, Juventus.com, 22 luglio 2016

Luigi Pirandello photo

„Io sono nato in Sicilia e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.“

—  Luigi Pirandello drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per la Letteratura nel 1934 1867 - 1936

dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di Giovanni Verga; citato in Michele Sabatino, Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie, epilogo, La Moderna Edizioni, Enna, 2006

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„Fra eterni dubbi e nebbie persistenti ci sforziamo chiediamo nuovamente e con più forza: che promesse ha mantenuto il profeta? Dopo che l'olezzo delle divinità è stato spazzato via dal vento della nuova verità che fine ha fatto l'abisso misterioso dionisiaco nettare dio-non-dio di cui la nuova umanità doveva cibarsi? Che forse ci siamo nuovamente imbastarditi, dunque forse ci ritroviamo rimpinzati a adorare nuovi idoli moderni resi forti proprio dalla distruzione di tutto ciò che era vetusto antiquato, d'inciampo alla manifestazione della vita? Che ne è stato della volontà di potenza che ha permesso di poter proseguire su corde tese sull'abisso più tremendamente vertiginoso? Abbiamo sciolto i legacci che impedivano alle ali di avere l'aria per poi convincersi che volare è una storia da fanciulli? Abbiamo venduto per trenta denari d'argento il segreto in cambio dello sfatamento, del disincanto? Abbiamo rotto un eterno ritorno per un nuovo ciclo di diverso periodo e rivoluzione. Abbiamo fatto rapprendere il caos in caso. Abbiamo in definitiva preteso troppo e non siamo riusciti a non scoppiare per poi accasciarci divelti e lasciarci trasportare da quello che è il mondo. Ammettiamolo siamo stati a volte e di nascosto paghi e soddisfatti, anche noi abbiamo acceso qualche lume, bruciato del grasso odoroso ai nuovi dei, commesso nuovi peccati seguito nuove virtù. C'è un qualche scarto fra quello che profondamente siamo e quello che semplicemente pensavamo pensiamo d'essere. E come se la sovrapposizione fra le due cose fosse imperfetta. Ed è li che si insinua, in quelle crepe in quelle fessure, tutto ciò che non è libertà. Cos'è a questo punto l'Uomo. Anche i prefissi hanno fallito. Dobbiamo rassegnarci? A cosa dobbiamo rassegnarci. Al fatto di non poter tornare indietro che ciò che si smaschera non può essere rivelato? all'impossibilità di reggere il tremendo paradosso di un nulla adesso non più ricolmo e saturo di potenza ma sempre più vuoto? Giuravamo guerra a quelli dell'umanità e adesso non riusciamo a reggere i nostri inganni, ecco ciò che ci siamo ridotti a pensare. Come rispondere a questi tranelli come sfuggire a queste perseguitanti domande? Ecco la mia estrema panacea e rimedio: innalzate vorticose are all'esempio unico comandamento e redentore unica grazia e liberazione. Che vibri il fiato negli ottoni per annunciare l'Unico nostro strumento contro la nostra rassegnazione.“

—  Friedrich Nietzsche filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 - 1900

da una lettera al dott. Skitafka 24 agosto 1900

Lucio Anneo Seneca photo

„Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.“

—  Lorenzo Milani sacerdote, insegnante e scrittore italiano 1923 - 1967

da Lettera ad una professoressa

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„Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò:
"Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me."
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
"È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto."
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!"
"Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
"Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
"Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
"Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
"Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
"Quinta qualità: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione."“

—  Paulo Coelho scrittore brasiliano 1947

Sono come il fiume che scorre

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„Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini.“

—  Sigmund Freud neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi 1856 - 1939

Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc
Origine: Da una lettera del 1935, scritta in risposta a una madre che gli aveva chiesto aiuto per il figlio gay; citato in Sigmund Freud e l'omosessualità. La lettera ritrovata che svela il suo pensiero: "Non c'è niente di cui vergognarsi" http://www.huffingtonpost.it/2015/02/19/sigmund-freud-lettera-omosessualita_n_6713954.html, Huffington Post.it, 19 febbraio 2015]

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„Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.“

—  Lucio Anneo Seneca filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 - 65 a.C.

lettera 71; 1975, pp. 458-459

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„Il tempo è la cosa più importante: esso è un semplice pseudonimo della vita stessa.“

—  Antonio Gramsci, libro Lettere dal carcere

lettera a Tania, 2 luglio 1933
Lettere dal carcere

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„Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.“

—  Lorenzo Milani sacerdote, insegnante e scrittore italiano 1923 - 1967

da Lettera a una professoressa, Libreria editrice Fiorentina

„Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.“

—  Libero Grassi imprenditore italiano 1924 - 1991

da una lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia, 10 gennaio 1991

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„L'arte non è l'applicazione di un canone di bellezza ma ciò che l'istinto e il cervello elabora dietro ogni canone. Quando si ama una donna non si comincia sicuramente a misurarle gli arti.“

—  Pablo Picasso pittore, scultore e litografo spagnolo 1881 - 1973

Origine: Citato in Richard Friedenthal, Lettere di grandi artisti.

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„In tutta la natura ci sono le iniziali di Dio e tutte le creature sono lettere d'amore di Dio per noi.“

—  Ernesto Cardenal poeta, sacerdote e teologo nicaraguense 1925

Origine: Canto all'amore, p. 28

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„Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene.“

—  Jane Austen scrittrice britannica 1775 - 1817

Origine: Da Lettere.

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„Hai pregato bestemmiando per la rabbia.. Per tutta l'agonia.. Per le scelte che, stava facendo Dio.“

—  Luciano Ligabue cantautore italiano 1960

da Lettera a G, n. 7
Nome e cognome

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„Bisogna rassegnarsi ai voleri di Dio a prezzo di qualsiasi dolore e di qualsiasi sacrificio.“

—  Salvo D'Acquisto carabiniere italiano 1920 - 1943

da una lettera alla madre
Origine: Citato in Carmine Di Biase, L'eroismo della carità http://web.archive.org/web/20130317112927/http://biesseonline.sdb.org/bs/2004/200402034.htm, Bollettino Salesiano, febbraio 2004, p. 18.

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„La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua.“

—  Sandro Pertini 7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 - 1990

Origine: Da Il libretto rosso di Pertini, a cura di Massimiliano Di Mino e Pier Paolo Di Mino, Castelvecchi Purple Press, Roma, 2011, p. 31. ISBN 978-88-95903-50-7

Giorgio Perlasca photo

„Mi era arrivata la voce dai primi di gennaio che gli ultranazisti ungheresi volevano rastrellare tutti gli ebrei del ghetto internazionale per portarli al ghetto comune, chiuderli dentro, dare fuoco al ghetto, e uccidere quelli che tentavano di scappare. C'era già un muro intorno. Io non credevo a una cosa del genere perché mi sembrava un'enormità, un'atrocità enorme. Non ci credevo. Però, una bella mattina, ho visto passare una colonna di ebrei […] portati verso il ghetto che era lì a trecento metri. Ho domandato chi erano, e mi hanno detto che erano i portoghesi, ebrei ungheresi protetti dalla legazione del Portogallo. Durante la notte - credo le due di notte - era venuto in legazione un inviato della legazione portoghese: mi chiedevano che assumessi la protezione degli interessi portoghesi perché lui non ce la faceva più. Quando la mattina ho visto passare questa colonna di ebrei ungheresi protetti dalla legazione portoghese, ho cominciato a capire che qualcosa stava succedendo. E così ho scritto una lettera a questo ministro Vajna, dicendo che ho sentito queste voci e sono sicuro che lui, come ministro dell'interno e responsabile civile e militare della capitale assediata, non avrebbe permesso una cosa del genere. Quello non ha risposto. Allora […] mi sono presentato lì dove lui aveva la sua sede, nel sotterraneo del municipio di Budapest, che è un grandioso edificio, con un sotterraneo spazioso con uffici, e lì ho trovato Wallenberg, lo svedese, e Zürcher lo svizzero, ai quali ho detto "adesso io vado dentro e poi vi saprò dire". Sono andato da questo signore, il quale mi ha detto chiaro e tondo che lui aveva intenzione di fare una cosa del genere. Io ero sbalordito. Pensavo dentro di me: "ma questo qui proprio sta diventando matto, lui è ministro degli interni, è responsabile civile e militare della capitale assediata, come fa a pensare di fare una strage del genere?". Penso che ci fossero dentro nel ghetto sessantamila [prigionieri], più trentamila che venivano dalle case protette, insomma: si trattava di ammazzare un centinaio di migliaia di persone, oltre che distruggere la parte storica della capitale.“

—  Giorgio Perlasca funzionario italiano 1910 - 1992

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„Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica; posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori.“

—  Albert Einstein scienziato tedesco 1879 - 1955

dalla lettera alla studentessa liceale Barbara Wilson, 7 gennaio 1943

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„Io sono un animale di lusso; e il superfluo m'è necessario come il respiro.“

—  Gabriele d'Annunzio scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 - 1938

Origine: Da una lettera a Emilio Treves, 1896; citato in Guglielmo Gatti, Vita di Gabriele d'Annunzio, Sansoni.

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„Lascia che ti ami a modo mio, secondo il mio essere, coi segni originali che conosci. Non forzarmi mai, farò tutto.“

—  Gustave Flaubert scrittore francese 1821 - 1880

Origine: Invocazione di Flaubert nella seconda delle quasi cento lettere a Louise Colet; citato in L'amore è tutto di Dino Basili, p. 40, Tascabili economici newton, Febbraio 1996

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„Uno Statuto del suo primo anno di regno, del 1547, stabilisce che qualora una persona, si rifiuti di lavorare deve essere data come schiavo a colui che ne ha denunciato l'accattonaggio. Il padrone deve nutrire il suo schiavo con pane e acqua, con bevande leggere e con i resti della carne che riterrà opportuno dargli. Ha il diritto di obbligarlo a qualsiasi lavoro, anche il più ripugnante, con la frusta e con la catena. Qualora lo schiavo s'assenti per 14 giorni, è condannato alla schiavitù perpetua e marchiato a fuoco sulla fronte o sulla guancia con la lettera S; se fugge per la terza volta, lo si deve giustiziare in quanto traditore dello Stato. Il padrone ha facoltà di venderlo, lasciarlo in eredità, affittarlo a terzi come schiavo, al pari di ogni altro bene mobile o animale. Se gli schiavi si rivoltano al padrone, anche in questo caso saranno giustiziati. I giudici di pace debbono, dietro denuncia, far cercare i farabutti. Se si trova che un vagabondo se ne è stato in ozio per tre giorni, sarà portato alla sua città natale, marchiato a fuoco con la lettera V sul petto e, dopo essere stato incatenato, sarà impiegato nella pulizia delle strade o in altri servizi. Qualora il vagabondo fornisca un luogo di nascita falso, sarà punito con la schiavitù perpetua in quel luogo, proprietà dei suoi abitanti o della sua corporazione, e sarà bollato con il segno S. Tutte le persone hanno il diritto di portar via ai vagabondi i loro figli e di tenerli come apprendisti, i maschi fino ai 24 anni, le femmine fino ai 20. Se cercano di fuggire, diverranno schiavi fino a questa età dei maestri artigiani, che hanno facoltà di incatenarli, frustarli, ecc. a piacere. Ogni padrone è libero di mettere al collo, alle braccia o alle gambe del suo schiavo un anello di ferro per poterlo riconoscere e per non correre rischi. L'ultima parte di questo statuto contempla che certi poveri debbano essere impiegati da persone o da località che siano disposti a dar loro da mangiare e da bere e a farli lavorare. Questa sorta di "schiavitù della parrocchia" s'è perpetuata in Inghilterra fino al XIX secolo avanzato con il nome di roundsmen.“

—  Karl Marx, libro Il Capitale

Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 529
Il Capitale
Origine: Edoardo VI (1537-1553) Re d'Inghilterra, salì al trono nel 1547 dopo il padre Enrico VIII noto per aver voluto lo scisma dal papato romano.

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„Il linguaggio è la casa dell'essere e nella sua dimora abita l'uomo.“

—  Martin Heidegger filosofo tedesco 1889 - 1976

dalla Lettera sull'umanismo

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„[Con gli eretici] riconciliarsi mai; non mai pietà; sterminate chi si sottomette e chi resiste; perseguitate a oltranza, uccidete, ardete, tutto vada a fuoco e a sangue purché sia vendicato il Signore.“

—  Papa Pio V 225° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1504 - 1572

da una lettera del 1570 a Filippo II; citato in Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili, Odradek, Roma, 2008, p. 236

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„Il Destino ha la sua puntualità.“

—  Luciano Ligabue cantautore italiano 1960

da Lettera a G., n. 7
Nome e cognome

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„Le volpi infatti hanno tane, ha detto, e gli uccelli del cielo nidi, ma il Figlio dell'uomo, cioè Cristo, non ha dove posare il capo, ma piegato il capo rese lo spirito.“

—  Chiara d'Assisi religiosa italiana 1193 - 1253

dalla prima Lettera ad Agnese di Boemia; citato in Vita di Chiara d'Assisi, p. 120
Origine: Mt 8, 20.
Origine: Gv 19, 30.

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„È uno che si gode la vita, come tutti quelli a cui è risparmiata la maledizione dell'intelligenza.“

—  Howard Phillips Lovecraft scrittore statunitense 1890 - 1937

da Lettere dall'altrove

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„Il generale Pepe ha portato qui un gran numero di documenti importanti; e quel che più conta ci ha portato sé stesso, e dalla sua conversazione può aversi la chiave della rivoluzione napoletana.“

—  Ugo Foscolo poeta italiano 1778 - 1827

Origine: Da una lettera a John Murray (1778–1843), ottobre 1821, citato in Elena Croce, La patria napoletana, Mondadori.

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„Agli uomini per i quali la parola «democrazia» è sinonimo di rivoluzione, anarchia, distruzioni, stragi, ho tentato di dimostrare che la democrazia poteva governare la società rispettando le fortune, riconoscendo i diritti, risparmiando la libertà, onorando la fede; che se il governo democratico sviluppava meno di altri talune belle facoltà dell'animo umano (rispetto al governo aristocratico), recava tuttavia benefici grandi; e che, forse, la volontà di Dio era di diffondere una felicità parimenti mediana per tutti, e non di rendere alcuni estremamente felici e pochi soltanto quasi perfetti. Ho inteso anche ricordare loro che, quale che fosse l'opinione di ognuno a tal riguardo, non era più tempo di deliberare, poiché la società si veniva sviluppando in una certa direzione e li trascinava con sé, tutti, verso l'uguaglianza di condizioni, sì che non restava da far altro che scegliere tra mali inevitabili. Il nostro problema, oggi, non è affatto di sapere se si può instaurare un regime democratico o un regime aristocratico, ma di scegliere tra una società democratica che progredisca senza grandezza ma con ordine e moralità, e una democrazia disordinata e depravata, in preda a furori frenetici o sottoposta a un giogo più greve di tutti quelli che hanno oppresso gli uomini dalla caduta dell'impero romano fino a oggi.“

—  Alexis De Tocqueville filosofo, politico e storico francese 1805 - 1859

da una lettera del 1835; citato in Zagrebelsky 2008, p. 142

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„Ventisei anni fa un veggente mi disse: «Tu un giorno riceverai una lettera». Oggi mi è accaduto.“

—  Alessandro Bergonzoni comico e scrittore italiano 1958

È già mercoledì e io no

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„Abbi giudizio e fa grande economia. E almeno tu fa denari. Io ci dispero.“

—  Giacomo Puccini compositore italiano 1858 - 1924

lettera a Michele Puccini, p. 22
Epistolario

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„In altro non sta la pena nostra, se non in volere quello che non si può avere.“

—  Caterina da Siena religiosa italiana 1347 - 1380

da Le lettere

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„Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili…“

—  Dino Campana poeta italiano 1885 - 1932

lettera dell'11 aprile 1930 a Bino Binazzi, in Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918

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„Amo in te | l'avventura della nave che va verso il polo | amo in te | l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte | amo in te le cose lontane | amo in te l'impossibile.“

—  Nazım Hikmet poeta, drammaturgo e scrittore turco 1902 - 1963

da Lettere dal carcere a Munevvér, 1943
Poesie d'amore

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„Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il Nome, pur compiendo azioni indegne di Dio: costoro li dovete scansare come bestie feroci.“

—  Ignazio di Antiochia vescovo cattolico e teologo romano 35 - 108

Origine: Da Lettera agli Efesini, in Testi Mariani del primo millennio, a cura di G. Gharib, M. Toniolo, L. Gambero, G. Di Nola, Città Nuova, 2001.

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„Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.“

—  Gustave Flaubert scrittore francese 1821 - 1880

libro Lettere d'amore a Louise Colet

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„Arrabbiarsi ed essere scontenti non è produttivo; soffrire davvero per qualcosa è produttivo.“

—  Etty Hillesum scrittrice olandese 1914 - 1943

libro Lettere 1941-1943

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