„Uno Statuto del suo primo anno di regno, del 1547, stabilisce che qualora una persona, si rifiuti di lavorare deve essere data come schiavo a colui che ne ha denunciato l'accattonaggio. Il padrone deve nutrire il suo schiavo con pane e acqua, con bevande leggere e con i resti della carne che riterrà opportuno dargli. Ha il diritto di obbligarlo a qualsiasi lavoro, anche il più ripugnante, con la frusta e con la catena. Qualora lo schiavo s'assenti per 14 giorni, è condannato alla schiavitù perpetua e marchiato a fuoco sulla fronte o sulla guancia con la lettera S; se fugge per la terza volta, lo si deve giustiziare in quanto traditore dello Stato. Il padrone ha facoltà di venderlo, lasciarlo in eredità, affittarlo a terzi come schiavo, al pari di ogni altro bene mobile o animale. Se gli schiavi si rivoltano al padrone, anche in questo caso saranno giustiziati. I giudici di pace debbono, dietro denuncia, far cercare i farabutti. Se si trova che un vagabondo se ne è stato in ozio per tre giorni, sarà portato alla sua città natale, marchiato a fuoco con la lettera V sul petto e, dopo essere stato incatenato, sarà impiegato nella pulizia delle strade o in altri servizi. Qualora il vagabondo fornisca un luogo di nascita falso, sarà punito con la schiavitù perpetua in quel luogo, proprietà dei suoi abitanti o della sua corporazione, e sarà bollato con il segno S. Tutte le persone hanno il diritto di portar via ai vagabondi i loro figli e di tenerli come apprendisti, i maschi fino ai 24 anni, le femmine fino ai 20. Se cercano di fuggire, diverranno schiavi fino a questa età dei maestri artigiani, che hanno facoltà di incatenarli, frustarli, ecc. a piacere. Ogni padrone è libero di mettere al collo, alle braccia o alle gambe del suo schiavo un anello di ferro per poterlo riconoscere e per non correre rischi. L'ultima parte di questo statuto contempla che certi poveri debbano essere impiegati da persone o da località che siano disposti a dar loro da mangiare e da bere e a farli lavorare. Questa sorta di "schiavitù della parrocchia" s'è perpetuata in Inghilterra fino al XIX secolo avanzato con il nome di roundsmen.“

—  Karl Marx, libro Il Capitale

Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 529
Il Capitale
Origine: Edoardo VI (1537-1553) Re d'Inghilterra, salì al trono nel 1547 dopo il padre Enrico VIII noto per aver voluto lo scisma dal papato romano.

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 01 Settembre 2021. Storia

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„Non sono lo schiavo della schiavitù che disumanizzava i miei antenati.“

—  Frantz Fanon psichiatra, scrittore e filosofo francese 1925 - 1961

Origine: Citato in AA.VV., Il libro della politica, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 307. ISBN 9788858019429

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„Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.“

—  Lenin rivoluzionario e politico russo 1870 - 1924

Origine: Citato in 7 Novembre 2017, Cento volte Grazie https://www.lacittafutura.it/esteri/7-novembre-2017-cento-volte-grazie, Lacittafutura.it.

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„Berlusconi tratta gli alleati come un padrone del Settecento trattava gli schiavi.“

—  Pier Ferdinando Casini politico italiano 1955

Origine: Dall'intervista di Andrea Cangini, «Non siamo i servi del Cavaliere. Il futuro? La grande coalizione» http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/071128/gd074.tif, Quotidiano Nazionale, 28 novembre 2007.

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„Le donne vietnamesi da schiave che erano sono ora divenute padrone.“

—  Trần Lệ Xuân 1924 - 2011

Origine: Citato in La terribile signora Nhu http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,1563_02_1963_0201_0005_21822614/, La Stampa, 28 agosto 1963

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„L'artista è l'amante della Natura, perciò è il suo schiavo e il suo padrone.“

—  Rabindranath Tagore poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano 1861 - 1941

Origine: Da Uccelli erranti.

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„Il denaro non deve essere se non il più potente dei nostri schiavi.“

—  Abel Bonnard poeta, romanziere e saggista francese 1883 - 1968

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