Frasi da libro
Epistulae morales ad Lucilium

Le Epistulae morales ad Lucilium sono una raccolta di 124 lettere scritte da Lucio Anneo Seneca al termine della sua vita.


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„Diverrò povero? Sarò con la maggioranza degli uomini. Andrò in esilio? Penserò di essere nato là, dove mi manderanno. Sarò messo in catene? E allora? Sono forse ora veramente libero? La natura mi ha già legato a questo grave peso del corpo. Morirò? Porrò cosi fine – dirai tu – alla possibilità di ammalarmi, di esser messo in catene, di morire. […] Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l'infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza. Tutto il tempo trascorso fino a ieri è ormai perduto; anche questo giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte. Come la clessidra non è vuotata dall'ultima goccia d'acqua, ma da tutta quella defluita prima, così l'ora estrema, che mette fine alla nostra vita, non provoca da sola la morte, ma da sola la compie; noi vi giungiamo in quel momento, da tempo, però, vi siamo diretti. […] «Non viene una sola volta la morte; quella che ci rapisce è solo l'ultima morte». […] questa morte che tanto temiamo è l'ultima, non la sola. […] la follia umana, è così grande, che alcuni sono spinti alla morte proprio dal timore della morte. […] Ci chiediamo: «Fino a quando sempre le stesse cose? Svegliarsi e andare a dormire, mangiare ed aver fame, aver freddo e soffrire il caldo? Nessuna cosa finisce, ma tutte sono collegate in uno stesso giro: si fuggono e si inseguono. Il giorno è cacciato dalla notte, la notte dal giorno; l'estate ha fine con l'autunno, questo è incalzato dall'inverno, che a sua volta è chiuso dalla primavera: così tutto passa per tornare. Non faccio né vedo mai niente di nuovo. Ad un certo punto, di tutto questo si prova la nausea». Per molti la vita non è una cosa penosa, ma inutile.“

—  Lucio Anneo Seneca, libro Epistulae morales ad Lucilium
Epistulae morales ad Lucilium, lettera 24; 1975

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„Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono.“

—  Lucio Anneo Seneca, libro Epistulae morales ad Lucilium
Epistulae morales ad Lucilium, 15, 10 Cum aspexeris, quot te antecedant, cogita, quot sequantur.

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„Negli uomini tale è il modo di parlare quale quello di vivere.“

—  Lucio Anneo Seneca, libro Epistulae morales ad Lucilium
Epistulae morales ad Lucilium, 114, 1 Talis hominibus fuit oratio qualis vita.

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„Smetterai di temere se avrai smesso di sperare.“

—  Lucio Anneo Seneca, libro Epistulae morales ad Lucilium
Epistulae morales ad Lucilium, V, 7 Desines timere si sperare desieris.

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„Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili.“

—  Lucio Anneo Seneca, libro Epistulae morales ad Lucilium
Epistulae morales ad Lucilium, CIV, 26 Non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus difficilia sunt.

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