„[Parlando di Giulio Andreotti] L'intelligenza, perbacco se ne aveva. Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla. A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza. Il suo humor era sottile, perfido come bucature di spillo. Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male.“

Intervista con la storia

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 12 Ottobre 2020. Storia

Citazioni simili

Oriana Fallaci photo
Becca Fitzpatrick photo
Allen Steele photo
Yamamoto Tsunetomo photo
Luciano Ligabue photo
Luciano Ligabue photo
Maurizio Mosca photo

„Quella lì c'è un mignottone mica male.“

—  Maurizio Mosca giornalista e conduttore televisivo italiano 1940 - 2010

Origine: http://www.youtube.com/watch?v=I1rpmAj1kM4

Michel Onfray photo
Luciano Ligabue photo

„Il sangue resta freddo, purché il sole resti lì.“

—  Luciano Ligabue cantautore italiano 1960

da Camera con vista sul deserto, n. 3
Lambrusco coltelli rose e popcorn

Carla Bruni photo
Jonathan Safran Foer photo

„[Gli ebrei hanno sei sensi]
Tatto, gusto, vista, odorato, udito… memoria. Mentre i gentili fanno esperienza del mondo mediante i sensi tradizionali e usano la memoria solo come strumento di second'ordine per interpretare i fatti, per gli ebrei la memoria non è meno primaria della puntura di uno spillo, o del suo argenteo luccichio, o del gusto del sangue che sprigiona dal dito. L'ebreo è punto da uno spillo e ricorda altri spilli. È solo riconducendo la puntura dello spillo ad altre punture – quando sua madre tentava di aggiustargli la manica con il suo braccio dentro; quando le dita di suo nonno si addormentarono accarezzando la fronte madida di suo bisnonno; quando Abramo saggiò il coltello per essere sicuro che Isacco non sentisse dolore – che l'ebreo appura perché faccia male.
Quando un ebreo incontra uno spillo domanda: Che cosa mi ricorda?“

—  Jonathan Safran Foer, libro Ogni cosa è illuminata

Variante: br/>Tatto, gusto, vista, odorato, udito... memoria. Mentre i gentili fanno esperienza del mondo mediante i sensi tradizionali e usano la memoria solo come strumento di second'ordine per interpretare i fatti, per gli ebrei la memoria non è meno primaria della puntura di uno spillo, o del suo argenteo luccichio, o del gusto del sangue che sprigiona dal dito. L'ebreo è punto da uno spillo e ricorda altri spilli. È solo riconducendo la puntura dello spillo ad altre punture – quando sua madre tentava di aggiustargli la manica con il suo braccio dentro; quando le dita di suo nonno si addormentarono accarezzando la fronte madida di suo bisnonno; quando Abramo saggiò il coltello per essere sicuro che Isacco non sentisse dolore – che l'ebreo appura perché faccia male.
Quando un ebreo incontra uno spillo domanda: Che cosa mi ricorda? (pp. 237-238)
Origine: Ogni cosa è illuminata, pp. 237-238

Charles Bukowski photo
Gialal al-Din Rumi photo
Ottaviano Del Turco photo
Silvana De Mari photo
Antonio Fogazzaro photo
Oliviero Diliberto photo

Argomenti correlati