Pietro Metastasio (1698–1782) poeta italiano
da Giuseppe Riconosciuto
Variante: Se a ciascun l'interno affanno
Si leggesse in fronte scritto,
Quanti mai, che invidia fanno,
Ci farebbero pietà!
da Sperannu; citato in I capolavori della poesia italiana, a cura di Guido Davico Bonino, CDE, Milano 1972
Pietro Metastasio (1698–1782) poeta italiano
da Giuseppe Riconosciuto
Variante: Se a ciascun l'interno affanno
Si leggesse in fronte scritto,
Quanti mai, che invidia fanno,
Ci farebbero pietà!
Fazio degli Uberti (1305) poeta
libro I, cap. I; p. 3
Il Dittamondo
“Udite or tutti del mio cor gli affanni.”
Francesco Maria Piave (1810–1876) librettista e scrittore italiano
Ernani: I, 2
Ernani
Origine: Umberto Saba in Scorciatoie e raccontini, dopo aver citato quelli che secondo lui sono i due versi più belli della letteratura italiana, afferma: «Dimenticavo un terzo, meno bello; ma, per quello che dice, più italiano ancora. Lo canta (preludendo alla cabaletta "Aragonese vergine") il «partigiano» Ernani; ed è – specialmente se il tenore ha una bella voce ed attacca bene – come lo spiegarsi al sole della bandiera nazionale: "Udite tutti del mio cor gli affanni."»
“Il tempo libera l'uomo dagli affanni.”
Publio Terenzio Afro (-185–-159 a.C.) commediografo berbero di lingua latina
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“La serenità si raggiunge con molto affanno.”
Michelangelo Buonarroti (1475–1564) scultore, pittore, architetto e poeta italiano del XV - XVI secolo
“Non consumare il tuo cuore con affanni e dolori.”
Pitagora (-585–-495 a.C.) matematico, legislatore, filosofo, astronomo, scienziato e politico greco