“Chi m'intima la morte a suon di squille? | E chi 'l tempo misura al viver mio? | Dovrìa bastar che 'l luminoso Dio | terminasse il mio dì con sue faville. || Dovrìa bastar che l'oriuol da ville)”
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da Sono dov'è il mio corpo. Memoria di un ex deportato a Mauthausen, con Tullio Masoni, La Giuntina, 1997
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I pesci non chiudono gli occhi
Variante: Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. É dire “ti sento”. Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.
Aldo Palazzeschi (1885–1974) scrittore e poeta italiano
Origine: Dall'intervista di Adolfo Chiesa, Palazzeschi in salottino http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/riviste/UM10029066/1963/n.11, XV, 11, 12 marzo 1963, p. 11.
Dino Compagni libro Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi
Origine: Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi, p. 68
“Nella morte l'intimo è denudato.”
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