Frasi da libro
Notti e nebbie

Notti e nebbie

Notti e nebbie è un romanzo di Carlo Castellaneta uscito nel 1975 per i tipi di Arnoldo Mondadori Editore. Racconta le vicissitudini di Bruno Spada, commissario di polizia a Milano negli anni della Repubblica Sociale Italiana e della Resistenza. Spada svolge i suoi compiti di polizia politica, controllo della fedeltà dei dirigenti e repressione delle attività antifasciste, durante l'ultimo periodo della guerra civile. È il primo dei romanzi italiani che hanno raccontato dalla parte del Fascismo repubblicano, il tragico periodo di Salò e della Resistenza. La chiave di lettura è un melodramma noir, filtrato con un gusto quasi viscontiano per il senso di putrefazione morale e corruzione fisica.


„Eravamo finiti sul tappeto ai piedi del divano, e ancora resisteva, per un attimo ho avuto la sensazione d'essere vicino a una rivelazione, ma il suo volto era così acceso e straordinario, la sua bocca dischiusa nello sforzo di prender fiato, il corpo invitante di una sconosciuta posseduto con gli occhi all'alba, in quell'appartamentino popolare mentre il Fugazza saltava dai tetti, da non potermi chiedere grazia, anzi mi aiuta lei stessa a superare l'ultimo ostacolo, supina sul tappeto, ormai abbandonata, rassegnata a godere, felice di offrirsi come non s'è mai offerta, ti ha mai preso un uomo così? no, dice, nessuno; le braccia che di colpo mi rivendicano contro di sé; devi imparare ad obbedirgli quando ti cerca; sì, dice, imparerò; vergognosa di mostrarsi insanguinata alla luce del giorno, tutto il suo gran corpo sconfitto sotto di me, ormai sempre più partecipe, il campanello alla porta deve aver suonato, solo adesso lo sentiamo squillare di nuovo, limpidamente, mentre ci guardiamo sgomenti.
«Cosa fai, non apri?»
Un dito alle labbra mi fa segno di tacere, impudica scomposta incurante di come si mostra dopo avermi tanto resistito, una figura provocante che non avrei dimenticato, lo sguardo fisso all'anticamera nel timore di una chiave che sta girando nella serratura, strano che Pat non abbaiasse, deve averla lasciata in portineria prima di salire, un ultimo trillo del campanello le fa appena sbattere le ciglia, stringe con più forza la mano che era nella mia, finché un passo si allontana sul pianerottolo, rassegnato discende la scala.“

—  Carlo Castellaneta, libro Notti e nebbie

Origine: Notti e nebbie, p. 70-71

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