Frasi di Antonio Simon Mossa

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Antonio Simon Mossa

Data di nascita: 22. Novembre 1916
Data di morte: 14. Luglio 1971

Antonio Simon Mossa, conosciuto anche come Antoni Simon Mossa , è stato un architetto, politico, giornalista, poeta e scrittore italiano, ideologo ed esponente dell'indipendentismo sardo.

Frasi Antonio Simon Mossa


„E poiché il sardo fin dall'infanzia viene inibito, in quanto gli si insegna a considerare male tutto ciò che gli viene dal passato o dal di dentro, e bene tutto quello che gli viene insegnato per volontà esterna, a un certo punto, quando deve muoversi da solo, si trova in un mare di contraddizioni terribili, perde la fiducia in se stesso, non ha spirito di iniziativa autonoma, perde i legami tribali che costituivano la sua forza di individuo in "quella" società, e preferisce servire, perché così scompaiono i problemi e il suo tozzo di pane è assicurato. Ditemi dunque se questo non è "genocidio".“

„... Ma ciò che più ci avvilisce è il fatto che l'Italia ha impostato tutta la sua politica economica e la pro­grammazione in termini chiaramente capitalistici, per cui qualsiasi intervento di «solidarietà» nazionale nei riguardi della Sardegna si risolve in un rafforzamento del neocolonialismo che già ci soffoca. Diminuisce in altri termini la nostra libertà individuale e collettiva, a vantaggio dei nuovi feudatari industriali. E non pos­siamo fare riforme. Se avessimo invece lo Stato saremmo noi a dirigere la politica economica e la pianificazione, saremmo noi a fare le riforme sociali, a far cessare il regime coloniale. La rivoluzione sociale non è dunque possibile senza la conquista dell'Indipendenza. Ed è con questa indipendenza, con questa autonomia politica ed economica, che noi possiamo inserirci nell'Europa Confederale e disporre, ben diversamente da oggi, del nostro destino.“ Stralcio di un intervento tenuto ad Ollolai il 10 giugno del 1967, "Le ragioni della comunità etnica"

„Dobbiamo raziona­lizzare e rendere comprensibile al popolo sardo, oggi fuorviato dal funzionarismo dei partiti coloniali, quella intuizione di libertà che lo agita. Quella libertà si chiama indipendenza politica ed economica e giustizia sociale: libertà che significa che i sardi debbono essere prima di tutto padroni della loro terra, arbitri dei loro destini.“ dal discorso a San Leonardo de Siete Fuentes del 22 giugno 1969; citato in Giampiero Marras, Le ragioni dell'indipendentismo, Alfa Editrice, 2008

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