Frasi di Giovanni Nencioni

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Giovanni Nencioni

Data di nascita: 11. Settembre 1911
Data di morte: 3. Maggio 2008

Giovanni Nencioni è stato un linguista e lessicografo italiano. È stato uno dei maggiori storici della lingua italiana, accademico dei Lincei, presidente dell'Accademia della Crusca dal 1972 al 2000 e professore emerito della Normale di Pisa.



„Che il travaglio linguistico del Manzoni fino alla prima edizione dei Promessi sposi sorga da un'esigenza di stile; e che l'insoddisfazione per la ventisettana e l'ulteriore ricerca formale muovano dalla stessa inappagata esigenza, è verità incontestabile, ma parziale; non implica, insomma, che tutti i motivi di quel travaglio e tutti i criteri per risolverlo rientrino nei termini di un problema di stile, se per stile s'intende, come ha inteso la critica idealistica, il rapporto fra l'intuizione estetica e la sua espressione. (Tra grammatica e retorica. Da Dante a Pirandello, Torino, Einaudi, 1983, p. 5)“

„I motori della sintassi pirandelliana sono la segmentazione, l'inversione e la variazione, spesso provocate da apposite esche, quali l'interiezione, la vocazione, l'inciso fatico, e favorite da una ricca esplicitazione della deissi: tutti fattori, a loro volta, di escursione tonale e di intensificata gestualità. (L'interiezione nel dialogo teatrale di Pirandello, in "Studi di grammatica italiana", VI 1977, p. 229)“


„Confesso che provai uno schietto godimento quando, già in grige chiome, mi accorsi – come per illuminazione improvvisa – che un passo di Pinocchio che mi aveva irrelatamente deliziato da piccolo era la trasposizione di uno dei Promessi sposi. Siamo nel capitolo primo, al punto in cui maestro Ciliegia, dato il primo colpo d'ascia al famoso pezzo di legno da catasta, sente la misteriosa vocina [... ]. Una ricerca dello stesso tipo, a gradatio eliminatoria, aveva fatto don Abbondio vedendo i bravi che gli si avviavano incontro. (Agnizioni di lettura, in "Strumenti critici", n. 2, 1967, p. 191)“

„L'edizione postuma di Giunte e virgole (1996), tratta da Alvino con immensa fatica da una scrittura «impervia» e munita di indispensabile glossario (edizione critica che l'autore non esita a battezzare «avventura»), ci presenta un testo «impenetrabile a qualsivoglia tentativo di lettura orizzontale, nuda, diretta» senza risalire il calvario delle progressive approssimazioni, documentato dal complesso apparato. Tanta confessata fatica del più devoto ed esperto curatore di Pizzuto ci dà oggi speranza che egli possa e voglia tracciare quel profilo sistematico della sua lingua che, riducendo l'apparente arbitrarietà dei testi, apra un accesso non deterrente alla loro lettura. (dall'introduzione di Giovanni Nencioni a Giovanni Nencioni-Antonio Pizzuto, Caro Testatore, Carissimo Padrino. Lettere (1966-1976), a cura di Gualberto Alvino, Firenze, Polistampa, 1999)“

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