Frasi di Serge Latouche

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Serge Latouche

Data di nascita: 12. Gennaio 1940

Serge Latouche è un economista e filosofo francese.

È uno degli animatori della Revue du MAUSS, presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all'Institut d'études du developpement économique et social di Parigi.

Frasi Serge Latouche


„Ricercare la crescita a ogni costo significa non andare troppo per il sottile quanto ai mezzi per ottenerla. (libro Come si esce dalla società dei consumi)“

„Tutti i governi, che lo vogliano o no, sono «funzionari» del capitale e strumenti della piccola internazionale dei nuovi padroni del mondo. (libro Per un'abbondanza frugale: Malintesi e controversie sulla decrescita)“


„La riduzione dell'Occidente alla pura ideologia dell'universalismo umanitario è troppo mistificatrice senza peraltro evitare le insidie del solipsismo culturale che porta direttamente all'etnocidio. È difficile dissociare il versante emancipatore, quello dei Diritti dell'uomo, dal versante spoliatore, quello della lotta per il profitto.“

„L'introduzione dei valori occidentali, quelli della scienza, della tecnica, dell'economia, dello sviluppo, del dominio della natura sono basi di deculturazione. Si tratta di una vera e propria conversione. [... ] Il veicolo di essa non può essere la violenza aperta o il saccheggio sia pure mascherato in scambio mercantile ineguale: è il dono.“

„Là dove la "macchina" non ha veramente trovato la propria sede, nella zona in cui l'occidentalizzazione è stata più superficiale, dove le resistenze sono state più vive, dove i limiti sono stati più evidenti, anche là si profilano più chiaramente se non i contorni di un nuovo ordine e di un mondo nuovo, almeno le forme di una parziale ricomposizione sociale. [... ] L'urbanizzazione stessa [... ] che normalmente dovrebbe portare alla disumanizzazione totale in un inferno insalubre di latta e cartone, è il luogo di maturazione di vere e proprie "controculture.“

„La missione ufficiale del sistema educativo, dalla materna all’università, passando per la formazione permanente, è quella di fabbricare ingranaggi ben oliati per una megamacchina folle. (libro Come si esce dalla società dei consumi)“

„Tutti parlano di crisi, è un po' paradossale perché di crisi ne ho sentito sempre parlare dal '68 quando c'era una crisi culturale, poi nel 1972 si parla, con il primo rapporto di Roma, di una crisi ecologica, poi con la controrivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher e Reagan c'è la crisi sociale e ora la crisi finanziaria e la crisi economica dopo il crollo di Lehmann Brothers. Finalmente tutte queste crisi si mescolano e siamo di fronte a una crisi di civiltà, una crisi antropologica. A questo punto il sistema non è più riformabile, dobbiamo uscire da questo paradigma e qual è questo paradigma? È il paradigma di una società di crescita. La nostra società è stata poco a poco fagocitata dall'economia fondata sulla crescita, non la crescita per soddisfare i bisogni che sarebbe una cosa bella, ma la crescita per la crescita e questo naturalmente porta alla distruzione del pianeta perché una crescita infinita è incompatibile con un pianeta finito. Si deve una vera riflessione quando si parla di crisi antropologica, si deve prendere questo sul serio perché abbiamo bisogno di una decolonizzazione dell'immaginario. Il nostro immaginario è stato colonizzato dall'economia, tutto è diventato economico. Questa è una cosa specifica all'occidente e abbastanza recente anche nella nostra storia. Siamo nel XVII secolo quando c'è questa grande svolta etica segnata dalla teoria di Bernard Mandeville. Prima si diceva che l'altruismo era una bella cosa e poi si dice: "no, dobbiamo essere egoisti, cercare di fare il più profitto possibile, l'avidità è una bella cosa". Sì, per distruggere più velocemente il nostro "oikos", la nostra casa e a questo effettivamente siamo arrivati. Lo vediamo con il cambiamento climatico, con la perdita di biodiversità, con l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, dei suoli. Siamo arrivati a un punto che non si può più continuare su questa strada. O cambiamo strada o sarà la fine dell'umanità.“

„Allora il progetto di uscire dalla società di crescita, uscire dalla società dei consumi, uscire dall'economia, il ritrovare il sociale o meglio ancora il societale. Questa rivoluzione è prima di tutto una rivoluzione culturale, ma che non si può decidere dall'oggi al domani, è un lungo processo storico. Quando ho iniziato a fare delle conferenze sulla decrescita ho pensato che si doveva cambiare strada prima del collasso, ma ora sono sempre più pessimista, penso che non eviteremo il collasso, dobbiamo prepararci al dopo collasso e speriamo che il collasso non sia un collasso totale e che ci sia la possibilità per l'umanità di avere un futuro, di inventare un nuovo futuro.“


„Per fare in modo che il mondo che noi vogliamo non assomigli troppo a quello in cui viviamo oggi, è tempo di decolonizzare il nostro immaginario. Non è affatto sicuro che ci restino ancora trent’anni. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)“

„Non ci opponiamo ciecamente al progresso, ma ci opponiamo al progresso cieco. (libro Per un'abbondanza frugale: Malintesi e controversie sulla decrescita)“

„Rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)“

„Non c’è giustizia sociale senza giustizia ecologica. (libro Per un'abbondanza frugale: Malintesi e controversie sulla decrescita)“


„La globalizzazione è stata per il capitalismo una tappa decisiva sulla strada della scomparsa di ogni limite. Infatti permette di investire e disinvestire dove si vuole e quando si vuole, in spregio degli uomini e della biosfera. (libro Limite)“

„La parola d’ordine della decrescita ha soprattutto lo scopo di sottolineare con forza la necessità dell’abbandono dell’obiettivo della crescita illimitata, obiettivo il cui motore è essenzialmente la ricerca del profitto da parte dei detentori del capitale, con conseguenze disastrose per l’ambiente e dunque per l’umanità. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)“

„Oggi più che mai lo sviluppo sacrifica le popolazioni e il loro benessere concreto e locale sull’altare del «benavere» astratto, deterritorializzato. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)“

„La nostra società ha legato il suo destino a un'organizzazione fondata sull'accumulazione illimitata. Questo sistema è condannato alla crescita. Non appena la crescita rallenta o si ferma è la crisi, il panico. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)“

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