“Una sera, sui monti della Bulgaria, con Venere che brillava in un cielo umido color malva, mi è capitato di pensare che solo il nomade vive in pace col sole e le sorgenti, dunque capisce Dio, l'Essenza. Oppure che Cristianesimo, Ebraismo e Islam sono monoteismi nati dalla purezza dello stesso spazio nomade, il vicino Oriente appunto. E che tutti rischiano finire rivinati proprio dai sedentari, dalle loro gerarchie totalitarie, i loro muri, le loro ossessive compartimentazioni dello spazio e quelle stupide torri di Babele.”
Tre uomini in bicicletta
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René Guénon (1886–1951) scrittore e esoterista francese
Variante: In modo generale le opere dei popoli sedentari possono esser dette opere del tempo: costretti nello spazio in un campo strettamente limitato essi sviluppano la loro attività in una continuità temporale che appare loro indefinita. All'opposto, i popoli nomadi e pastori non edificano nulla di durevole, e non lavorano in vista d'un avvenire che sfugge loro; ma hanno davanti a sé lo spazio, il quale non oppone nessuna limitazione, aprendo loro, al contrario, costantemente nuove possibilità. (p.144)
Origine: Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, p. 144
Giorgio La Pira (1904–1977) politico italiano
Citato in LaPira.org http://www.lapira.org/index2.php?file=news&form_id_cat_notizia=72
Maurice Aymard (1936)
Origine: Da Spazi, in Fernand Braudel, Il Mediterraneo, [Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni], traduzione di Elena De Angeli, Bompiani, Milano, 1997<sup>7</sup>, p. 125. ISBN 88-452-1869-4
“Per coloro che viaggiano, il tempo non esiste-esiste solo lo spazio.”
Paulo Coelho (1947) scrittore brasiliano
The Witch Of Portobello
“Noi corridori siamo destinati a rimanere nomadi per tutta la vita.”
Giovanni Lombardi (1969) ciclista su strada e pistard italiano