„Il nostro ultimo incontro ha avuto luogo alla corte di re Idi a Kovir. Ci ero andato per ricevere il compenso per l'uccisione di un'anfisbena che terrorizzava i dintorni. Allora tu e il tuo confratello Zavist avete fatto a gara a chiamarmi 'ciarlatano', 'assurda macchina per uccidere' e, se ben ricordo, 'mangiacarogne'. Alla fine, non solo Idi non mi ha pagato nemmeno un soldo, ma mi ha dato anche dodici ore per lasciare Kovir e, siccome aveva la clessidra guasta, ho fatto appena in tempo. E adesso sostieni di contare sul mio aiuto. Di cosa hai paura, Stregobor? Dici di essere inseguito da un mostro. Se ti raggiungerà, digli che tu i mostri li ami, li proteggi e badi a che nessuno strigo mangiacarogne turbi la loro quiete. Certo, se poi il mostro ti sventrerà e ti divorerà, si dimostrerà terribilmente ingrato.“

Geralt di Rivia
Il guardiano degli innocenti

Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia

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„Lavorare su Il re dei mostri mi risultò più facile. Il costume di Godzilla fabbricato per quel film fu fatto a posta per me, in contrasto a quello fatto per Godzilla.“

—  Haruo Nakajima attore giapponese 1929 - 2017

L'aspetto più difficile nel lavorare in Il re dei mostri fu quando facevamo le riprese della scena finale. Dovevo stare al centro del set mentre mi rovesciavano addosso un enorme quantità di ghiaccio stritolato.
Working on GODZILLA RAIDS AGAIN was easier for me. The Godzilla costume that was built for the movie was made to fit me, whereas the one that had been built for GODZILLA - KING OF THE MONSTERS had not been made to fit me. The most difficult aspect of working on GODZILLA RAIDS AGAIN for me was shooting the ending. I had to stand in the middle of the set while a large amount of crushed ice came tumbling down on me.

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„E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi.“

—  Maurice Sendak, libro Nel paese dei mostri selvaggi

Nel paese dei mostri selvaggi
Origine: Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, traduzione di Antonio Porta, Babalibri, Milano, 1999. ISBN 978-88-8362-007-2

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„Quel ragazzo è un mostro (Mostro).“

—  Lady Gaga cantautrice e attivista statunitense 1986

da Monster n.º 3

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„Il fatto che una donna negra americana mostri un carattere formidabile è spesso accolto con stupore.“

—  Maya Angelou poetessa, attrice e ballerina statunitense 1928 - 2014

Origine: Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 213. ISBN 9788858022900

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„I Cristiani quando costruivano chiese nei luoghi dei santuari pagani e accoglievano antichi capitelli e fusti di colonne nelle loro navate, si comportavano come Eracle con il leone di Nemea, come Atena con la Gorgone. Nel rapporto con il mostro, essenziale è innanzi tutto questo: che il mostro possiede o protegge o addirittura è il tesoro. Ucciderlo vuol dire incorporarlo, sostituirlo. L'eroe diventerà egli stesso il nuovo mostro, rivestito della pelle del vecchio e ornato di qualche sua metonimica spoglia. Così la testa di Eracle non accetta più di mostrarsi se non tra le fauci inerti del leone che ha sconfitto.
Il mostro è il più prezioso tra i nemici: perciò è il nemico che si cerca. Gli altri nemici posso semplicemente assaltarci: sono i Giganti, i Titani, rappresentanti di un ordine che sta per essere soppiantato o vuole vendicarsi per essere stato soppiantato. Tutt'altra è la natura del mostro. Il mostro aspetta vicino alla sorgente. Il mostro è la sorgente. Non ha bisogna dell'eroe. E' l'eroe che ha bisogno di lui per esistere, perché la sua potenza sarà protetta dal mostro e al mostro va strappata. Quando l'eroe affronta il mostro, non ha ancora potere, né sapienza. Il mostro è il suo padre segreto, che lo investirà di un potere e di una sapienza che sono soltanto di un singolo, e soltanto il mostro gli può trasmettere.
Il mostro, in origine, stava al centro, al centro della terra e del cielo, là dove sgorgano le acque. Quando il mostro fu ucciso dall'eroe, il suo corpo smembrato migrò e si ricompose ai quattro angoli del mondo. Poi cinse il mondo in un cerchio, di squame e di acque. Era il margine composito del tutto. Era la cornice. Che la cornice fosse il luogo del mostro lo sapevano anche gli artefici delle cornici barocche: ben più intricate, ben più folte, ben più arcaiche di tutti gli idilli che racchiudevano - e forse, un giorno, avrebbero soffocato. Poi venne il momento in cui non si vollero più le cornici. I musei ospitarono quadri senza cornici, che sembravano spogliati. La cornice non è l'antiquato, ma il remoto. Scomparsa la cornice, il mostro perde la sua ultima dimora. E torna a vagare, ovunque.“

—  Roberto Calasso scrittore italiano 1941

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