“Il vantaggio immediato che le classi povere traggono dalle fonti di pubblica ricchezza, che abbiamo fin qui discusse, sta né salarii. È il salario il prezzo del lavoro dell'operajo, e seguita l'universale legge economica ogni altra cosa che vendasi, cioè s'innalza quando le manifatture richieggono le braccia, si abbassa quando le braccia superano i bisogni delle manifattura. La quantità delle rendite che dà il lavoro decide la sorte delI'operajo. Imperocchè, se il salario ch'egli trae dalle sue industriose fatiche è tale che con esso possa soddisfare a tutti i bisogni della vita per sé e per la sua famigliola e fare anche qualche avanzo per porlo in serbo, egli è felice: ma se per contrario il prodotto del lavoro sia così tenue, che non solo non gli dia alcun soprappiù, ma non gli basti ai primi bisogni, allora egli è misero.”

Origine: Degl'istituti di pubblica carità ed istruzione primaria e delle prigioni in Roma, p. 27

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 04 Giugno 2020. Storia

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“Occorre aumentare i salari e ridare al lavoro dipendente epica e dignità fraterne.”

Geminello Alvi (1955) economista e saggista italiano

Origine: Una repubblica fondata sulle rendite, p. 119

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