“Negli anni della guerra la gente era consapevole di dover alvare la propria terra, la propria patria e pensava che una volta finito tutto, dopo la vittoria, si sarebbe ricominciato a vivere. Ma dopo la guerra, soprattutto nei primi anni, ben poco sembrava essere cambiato. Il lavoro era massacrante come sempre e si continuava a sognare: ecco, ricostruiremo tutto, faremo risorgere il paese e allora sì che potremo vivere davvero, da cristiani. Questa convinzione alimentava la speranza anche di chi era oppresso dai lavori più umilianti, logoranti, che così acquisivano un senso, e li aiutava a superare la dura fatica.”
Origine: Ogni cosa a suo tempo, p. 49
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