„Don Giovanni è il prototipo del seduttore cinico, spietato, inesorabile, libertino che non sa che cos'è l'amore e utilizza le donne solo per sfidare le potenze del cielo con tracotanza e risentimento e con dispregio della vita e incuranza della morte.“

Modificato da Giuseppe Tobia. Ultimo aggiornamento 23 Giugno 2022. Storia

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„I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta.“

—  Indro Montanelli, libro Storia d'Italia

cap. 10, p. 144
Storia d'Italia, L'Italia giacobina e carbonara

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„Pentiti, don Giovanni!“

—  Giacinto Andrea Cicognini drammaturgo e librettista italiano 1606 - 1649

da Convitato di Pietra, opera reggia ed esemplare, III, 8, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 746

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„Donn'Anna: Chi siete dunque?
Don Giovanni: Un'infelice, vittima di una passione disperata.“

—  Alexander Sergejevič Puškin poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo 1799 - 1837

scena III
Il Convitato di Pietra
Variante: Donn'Anna': Chi siete dunque?
'Don Giovanni': Un'infelice, vittima di una passione disperata.

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„L'amore vero è inesorabile.“

—  Jean Daniélou teologo e cardinale francese 1905 - 1974

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„[…]Perché la vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa d'altro, no? E la morte è l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene.“

—  Bram Stoker, libro Dracula

Variante: La vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa d'altro. E la morte è l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene.
Origine: Dracula, p. 94

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„Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'amore! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro.“

—  Søren Kierkegaard filosofo, teologo e scrittore danese 1813 - 1855

Origine: Da Discorsi edificanti (1843), traduzione e cura di Dario Borso, Edizioni Piemme, 1998, pp. 81-82. ISBN 88-384-3179-5

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