“Dolce sulla mia lingua m'è il Suo amore, | quando l'altero cuor si piega umile, […] | O Padre mio, fa che di nuovo il Tempio | sorga, raccogli la tua greggia amica, | della gazzella ascolta il lamentoso | grido e mantieni la promessa antica; | nella Tua piena maestà gioioso | muovi, Diletto mio, così discendi | come nei giorni antichi, ov'io dimoro | e sopra me nella tua gloria splendi!”
Origine: Traduzione di Armando Sorani.
Origine: Citato in Antonio Belli, Storia della letteratura ebraica biblica e postbiblica, p. 305
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da Matrioska
Piccolino
Giunio Bazzoni (1801–1849)
da Il Prigionero; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 80