Frasi di Folgóre da San Gimignano

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Folgóre da San Gimignano

Data di nascita: 1270
Data di morte: 1332

Folgóre da San Gimignano, pseudonimo di Giacomo di Michele o Jacopo di Michele secondo fonti diverse , è stato un poeta italiano. Fu un poeta della poesia comico-realistica. Questo movimento nacque circa nella metà del XIII secolo in Toscana e si contrappone alla lirica italiana dominante di quell'epoca. Lo stile è basso e le tematiche laiche e mondane.

Folgore da San Gimigliano rappresentò anche nei suoi versi scene di caccia, giostre e conviti della ricca borghesia cittadina.


„Chiesa non v'abbia mai né monastero; | lassate predicar i preti·pazzi, | c'hanno troppe bugie e poco vero.“ dai Sonetti dei mesi, marzo

„E poi tornare a casa e dire al cuoco: | "To' queste cose e acconcia per dimane, | e pela, taglia, assetta e metti a' fuoco; || ed abbie fino vino e bianco pane, | ch'e' s'apparecchia di far festa e giuoco: | fa che le tue cucine non sian vane!" (da Sonetto del sabato – Sabato die)“


„E poi tornare a casa e dire al cuoco: | "To' queste cose e acconcia per dimane, | e pela, taglia, assetta e metti a' fuoco; || ed abbie fino vino e bianco pane, | ch'e' s'apparecchia di far festa e giuoco: | fa che le tue cucine non sian vane!“ da Sonetto del sabato – Sabato die)

„Di giugno dovvi una montagnetta | coverta di bellissimi arboscelli, | con trenta ville e dodici castelli, | che sian intorno ad una cittadetta, || ch'abbia nel mezzo una sua fontanetta; | e faccia mille rami e fiumicelli, | ferendo per giardin e praticelli, | e rinfrescando la minuta erbetta. |“ dai Sonetti dei mesi, giugno

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