“È […] meglio fare e pentere, che starsi e pentersi.”
III giornata, novella V
Decameron
Giovanni Boccaccio è stato uno scrittore e poeta italiano.
Conosciuto anche per antonomasia come il Certaldese, fu una delle figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV secolo. Alcuni studiosi lo definiscono come il maggior prosatore europeo del suo tempo, uno scrittore versatile che amalgamò tendenze e generi letterari diversi facendoli confluire in opere originali, grazie a un'attività creativa esercitata all'insegna dello sperimentalismo.
La sua opera più celebre è il Decameron, raccolta di novelle che nei secoli successivi fu elemento determinante per la tradizione letteraria italiana, soprattutto dopo che nel XVI secolo Pietro Bembo elevò lo stile boccacciano a modello della prosa italiana. L'influenza delle opere di Boccaccio non si limitò al panorama culturale italiano ma si estese al resto dell'Europa, esercitando influsso su autori come Geoffrey Chaucer, figura chiave della letteratura inglese, o più tardi su Miguel de Cervantes, Lope de Vega e il teatro classico spagnolo.
Boccaccio, insieme a Dante Alighieri e Francesco Petrarca, fa parte delle cosiddette «Tre corone» della letteratura italiana. È inoltre ricordato per essere uno dei precursori dell'umanesimo, del quale contribuì a gettare le basi presso la città di Firenze, in concomitanza con l'attività del suo contemporaneo amico e maestro Petrarca. Fu anche colui che diede inizio alla critica e filologia dantesca: Boccaccio si dedicò a ricopiare codici della Divina Commedia e fu anche un promotore dell'opera e della figura di Dante. A Boccaccio si deve infatti l'epiteto divina, attributo con cui è divenuta nota la Commedia.
Nel Novecento Boccaccio fu oggetto di studi critico-filologici da parte di Vittore Branca e Giuseppe Billanovich, e il suo Decameron fu anche trasposto sul grande schermo dal regista e scrittore Pier Paolo Pasolini. Wikipedia

“È […] meglio fare e pentere, che starsi e pentersi.”
III giornata, novella V
Decameron
I giornata, introduzione
Decameron
VI giornata, conclusione
Decameron
da Elegia di madonna Fiammetta, cap. V
II giornata, novella VII
Decameron
Origine: Questo distico fu ripreso da Arrigo Boito nel libretto dell'opera lirica Falstaff (atto II, quadro II) scritto per Giuseppe Verdi.
Origine: Citato nei film Divorzio all'italiana (1961) e Decameron Pie (2007).
“Non come uomini, ma quasi come bestie, morieno.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
Giovanni Boccaccio libro Decameron
II giornata, novella IV
Decameron
Giovanni Boccaccio libro Decameron
II giornata, novella IV
Decameron
VII giornata, novella IV
Decameron
“Chi è reo e buono è tenuto
Può fare il male e non è creduto.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“La gente è più acconcia a credere il male che il bene.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
da De montibus, silvis, fontibus, lacubis, fluminibus, stagnis, seu paludibus et nominibus maris, citato ne Il Vesuvio
“[…] sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.”
IV giornata, introduzione
Decameron
Variante: Sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.
“E così, a modo del villan matto, dopo danno fe' patto.”
VII giornata, novella IV
Decameron
Filostrato, VIII, 30
VII giornata, novella III
Decameron
Hermann Hesse
Decameron, Citazioni sul Decameron
“Sempre non può l' uomo un cibo, ma talvolta desidera di variare.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Bocca baciata non perde ventura, anzi rinnuova come fa la luna.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron
I giornata, introduzione
Decameron
I giornata, introduzione
Decameron
II giornata, novella X
Decameron
“[…] le leggi deono essere comuni e fatte con consentimento di coloro a cui toccano.”
VI giornata, novella VII
Decameron
Daniele Luttazzi
Decameron, Citazioni sul Decameron
XX
da De montibus, silvis, fontibus, lacubis, fluminibus, stagnis, seu paludibus et nominibus maris, citato ne Il Vesuvio
dal Comento alla Divina Commedia, p. 88
VI giornata, novella IV
Decameron
Giovanni Boccaccio libro Filocolo
Francesco Torraca
Filocolo, Citazioni sul Filocolo
da Della Genealogia degli Dei, Venezia, 1627, c.239v
Origine: Citato in Tobia Cornacchioli, Nobili, borghesi e intellettuali nella Cosenza del Quattrocento, L<nowiki>'</nowiki>academia parrasiana e l'Umanesimo cosentino, Edizioni Periferia, Cosenza, stampa 1990, p. 46.
da Della Genealogia degli Dei, Venezia, 1627, c.239v
Origine: Citato in Tobia Cornacchioli, Nobili, borghesi e intellettuali nella Cosenza del Quattrocento, L<nowiki>'</nowiki>academia parrasiana e l'Umanesimo cosentino, Edizioni Periferia, Cosenza, stampa 1990, p. 43.
Edgar Quinet
Decameron, Citazioni sul Decameron
Giovanni Boccaccio libro Filocolo
Bonaventura Zumbini
Filocolo, Citazioni sul Filocolo
“quando passaron dentro col favore degli occhi di colei”
Giovanni Boccaccio libro Ninfale fiesolano
Ninfale fiesolano
“Lo ingannatore rimane a pié dello ingannato.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Le cose mal fatte e di gran tempo passate son più agevoli a riprendere che ad emendare.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Ogni giusto re primo servatore dee essere delle leggi fatte da lui.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Una boccuccia piccolina, le cui labbra parevan due rubinetti.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Se egli fu lieto assai, la letizia della giovane non fu minore.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“E poco appresso levatasi la luna, e 'l tempo essendo chiarissimo, [egli] vegghiava.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)
“Uno amore…a lieto fin pervenuto, in una novelletta assai piccola intendo di raccontarvi.”
Giovanni Boccaccio libro Decameron
The Decameron (c. 1350)