Frasi di Publio Papinio Stazio

Publio Papinio Stazio foto

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Publio Papinio Stazio

Data di nascita: 40 d.C.
Data di morte: 96 d.C.

Publio Papinio Stazio è stato un poeta romano.


„Oh, mirabile senso di fiducia! Crederà mai la futura generazione degli uomini, quando di nuovo verdeggeranno le messi, quando ormai si copriranno di verdi erbe questi luoghi ora deserti, che sotto i loro piedi giacciono sepolte città e popolazioni e che antichissime campagne sono state da per tutto inghiottite dal mare? (IV, 4, 78-86“

„E già avevi concepito il disegno di piangere in un pietoso canto l’eruzione del Vesuvio e di ripagare coi tuoi lamenti i danni subiti dalla tua patria allorché il Padre svelse dal suolo il monte, lo sollevò sino alle stelle e lo riversò per larga estensione sulle misere città. (V, 3, 205-208“


„La viltade, e il timor fecero i Numi.“ III, 661

„Esca omai fuor con le mentite frodi, | figlie del suo timore, il sacerdote | o ch'io farò veder quanto sia vano | il volar degli augelli.“ III, 616-619

„Libera dalle improvvise ceneri il tuo volto semidistrutto, o Partenope, e le tue chiome, sepolte sotto il monte scosso dall'aria che soffia al suo interno, poni sul tumulo e sulle reliquie del tuo grande figlio.“ V, 3, 104-106

„Non a tal punto il cratere del Vesuvio e la tempesta di fuoco del terribile vulcano privò dei suoi abitanti le atterrite città: esse stanno in piedi e sono fiorenti di popolazione.“ III, 5, 72-75

„Pure la nostra sirena vedrai, Partenope, alla quale, condotta di qua dal mare, lo stesso Apollo indicò con la colomba Dionea il fertile suolo. A questa mia sede natale io ti invito. Qui è mite l'inverno e fresca l'estate: qui con le onde sue lente batte il mare tranquillo, ed è la pace sicura e il dolce far niente e una quiete senza fine; e si dorme qui, tanto!“ da Silvae, 3, 5; citato in Ruggero Cappuccio, Fuoco su Napoli, Feltrinelli, 2010, cap. 15

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