“Se, spogliato della possessività amorosa, kāma, il dio del desiderio, consumato dal terzo occhio di Śiva, che è l'energia kuṇḍalinī, cede il passo alla tenerezza amorosa, nutrita di venerazione; o se, al di là della conoscenza e del conosciuto, il desiderio diventa un puro slancio d'amore impersonale (icchā), la sua nuda intensità anima il corpo e quest'ultimo, liberato dai limiti individuali, opera liberamente, permettendo allo yogin di rimanere alla fonte dell'energia, nell'emozione del primo sguardo.”
Origine: La Kuṇḍalinī o L'energia del profondo, p. 193
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