“Il teatro, il grande teatro è un non-luogo soprattutto, quindi è al riparo da qualsivoglia storia. È intestimoniabile. Cioè, lo spettatore per quanto Martire, testimone, nell'etimo (da marthyr), per quanti sforzi possa compiere lo spettatore, dovrebbe non poter mai raccontare ciò che ha udito, ciò di cui è stato posseduto nel suo abbandono a teatro. Ecco che l'attore non basta più, il grande attore nemmeno. Bisogna essere una macchina, eh…, come io (tra parentesi) l'ho definita, attoriale. Che cos'è una macchina attoriale?… Comunque deve essere amplificata… L'amplificazione è un strana cosa… L'amplificazione non è assolutamente […] un ingrandimento, ma è come guardare questa pagina… Se io la guardo in questo modo, ecco, così, ecco… io vedo e così sento; ma se io avvicino questo [foglio], più l'avvicino, più i contorni svaniscono. I contorni svaniscono e non vedo più un bel niente.”
Ultimo aggiornamento 17 Gennaio 2016. Storia
Argomenti
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attore, drammaturgo e regista italiano 1937–2002Citazioni simili
Walt Whitman libro Foglie d'erba
Morte del generale Grant, p. 638
Foglie d'erba, Foglie dei settant'anni (primo allegato)
“Nel teatro, il regista è Dio, ma sfortunatamente gli attori sono atei.”
Žarko Petan (1929–2014) scrittore, drammaturgo, giornalista
Senza fonte
“Il teatro mi fa orrore, è morto: e con lui, sono morti gli attori.”
Giorgio Albertazzi (1923–2016) attore italiano