“[peste/>] Ciò nonostante finché la malattia era nel suo colmo, il corpo non languiva, ma contro ogni credere durava l'incomodi, talché i più, o erano da interno calor consumati nel nono o settimo giorno, avendo qualche residuo di forza, o se pur scampavano, scendendo il morbo nel ventre, si faceva grande esulcerazione con sopravvenimento di diarrea immoderata, intantochè la maggior parte morivano di debolezza.”
— Tucidide
Libro II, 49; Pomba, 1854, p. 116
La guerra del Peloponneso
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