“Ma c'è in Esenin, evocatore di ritmi, luci, colori, odori, un'altra realtà; l'infanzia del suo linguaggio con immagini strappate ad ogni spirale logica e segni, quasi discografia distorta, che sfuggono alle architetture sintattiche abituali… "Io non sono un mercante di parole", scrive in una sua lirica, quasi a voler stringere i propri giudici su un terreno di humus sacrale, in un prodigio di itinerari ignoti alla cifra grafica.”
Origine: Citato in Sergej Aleksandroic Esenin, Russia e altre poesie, traduzione di Curzia Ferrari, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007, p. 32.
Argomenti
abituale, architettura, cifra, color, colore, giudice, grafico, humus, ignoto, immagine, infanzia, itinerario, linguaggio, lirico, logica, mercante, parola, parola-chiave, prodigio, spirale, terreno, volere, proprio, realtàSalvatore Quasimodo59
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