Frasi da libroDe oratore
De oratore è un'opera di genere retorico scritta da Marco Tullio Cicerone tra il 55 e il 54 a.C. Il testo, facente parte della cosiddetta "trilogia retorica" assieme a Brutus e all'Orator, è strutturato in tre libri sotto forma di dialogo platonico ed ha come partecipanti Lucio Licinio Crasso, Marco Antonio, Caio Aurelio Cotta, Publio Sulpicio Rufo, Mucio Scevola, Quinto Lutazio Catulo e Gaio Giulio Cesare Strabone Vopisco. L'ambientazione è nel 91 a.C. presso la villa di campagna di Crasso a Tuscolo. Nel dialogo Cicerone analizza profondamente gli aspetti della retorica e dell'oratoria: inventio , dispositio , elocutio , memoria e actio . Soprattutto per il politico o per l'avvocato, l'actio era la parte più importante dell'orazione perché tutte le abilità dell'oratore perfetto venivano messe al vivo proprio davanti al Senato o in tribunale.
Marco Tullio Cicerone libro De oratore
I, 217
Dicantur ei quos physikoús Graeci nominant eidem poetae, quoniam Empedocles physicus egregium poema fecerit.
De oratore
Marco Tullio Cicerone libro De oratore
da Pro P. Sextio, cap. 45; De Oratore, 1; Epistolae ad familiares, I, 9, 21
Marco Tullio Cicerone libro De oratore
LXXXVI, 354
De oratore
Origine: Da Dell'oratore, a cura di A. Pacitti, 3 voll., Zanichelli, Bologna, 1974, vol. II, libro II.
Marco Tullio Cicerone libro De oratore
II, 15, 62
Nam quis nescit primam esse historiae legem, ne quid falsi dicere audeat? Deinde ne quid veri non audeat? Ne qua suspicio gratiae sit in scribendo? Ne qua simultatis?
De oratore