Frasi di Antonio Manzini

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Antonio Manzini

Data di nascita: 7. Agosto 1964

Antonio Manzini è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Frasi Antonio Manzini


„Italo annuì condividendo in pieno l’opinione del suo capo. Sapeva infatti che le seccature o rotture di coglioni della vita, il vicequestore le aveva catalogate per gradi. Dal sesto in su.
Nella sua personalissima scala di valori al sesto grado c’erano i bambini che urlano nei ristoranti, i bambini che urlano nelle piscine, i bambini che urlano nei negozi, in generale i bambini che urlano. Poi le telefonate che offrono impossibili contratti convenienza per luce-acqua-gas-cellulare, la coperta che scappa dal materasso e scopre i piedi in una fredda notte d’inverno e gli apericena. Al settimo grado c’erano i ristoranti lenti nel servizio, gli intenditori di vino e il collega che aveva mangiato aglio la sera prima. All’ottavo gli spettacoli che andassero oltre l’ora e un quarto, fare o ricevere regali, le macchinette dei videopoker e Radio Maria. Al nono grado c’era l’invito a un matrimonio, a un battesimo, a una comunione o anche semplicemente a una festa. I mariti che si lamentano delle mogli, le mogli che si lamentano dei mariti. E al decimo grado, sul podio più alto delle rotture di coglioni, il massimo che la vita bastarda gli poteva propinare per rovinargli le giornate, regnava sovrano il caso di omicidio sul groppone.“

„Non esistono delitti perfetti. E sa perchè? Perchè sono stati commessi. E tanto basta. Semmai esistono colpevoli molto fortunati.“


„Gli uomini sprizzavano boria dai pori della pelle. Le donne, botulino. Sembravano avere tutte lo stesso viso. Quello ricreato nelle sale operatorie. Un’omologazione democratica di tratti somatici che azzerava razze e connotati rendendo quei visi lisci, lucidi e inespressivi. Una casa piena di rettili. (libro Era di maggio)“

„Dalle nostre parti si dice che il frutto della pace è appeso all'albero del silenzio. (libro Era di maggio)“

„Ci sono vibrazioni e onde fra le persone che a volte valgono più di cento pensieri. (libro Era di maggio)“

„Ogni volta che gli esseri umani riscoprivano di essere parte della natura, sapeva che una speranza c’era ancora. (libro Era di maggio)“

„Ciò che Dio ha unito nessuno può sciogliere, e questo lo so. Ma a volte Dio non ha assolutamente unito nessuno. E quindi non c’è niente da sciogliere. (libro La costola di Adamo)“

„Era una notte di maggio di quelle che a Roma ti afferrano lo stomaco e ti levano il fiato, in cui il profumo dei tigli aveva finalmente la meglio sui gas di scarico. (libro Era di maggio)“


„Tutti quei colori un giorno si spegneranno, evaporeranno, come il cielo di questa cazzo di città che non si vede quasi mai. Ed è una cosa terribile, la vecchiaia. (libro La costola di Adamo)“

„La cosa migliore era lasciar andare il cervello come un aquilone, farsi possedere dalla sequenza illogica e osservarla come se fosse un film di un regista cecoslovacco senza sottotitoli. (libro Era di maggio)“

„E forse gli alberi che attirano le tempeste, sono quelli che il vento inclina sui naufraghi, persi, senz’alberi, senz’alberi né isole fertili. Ma cuore mio, ascolta il canto dei marinai! (libro La costola di Adamo)“

„Quanto pesa mantenere rapporti umani. Ci vuole impegno, applicazione, devi essere disponibile e soprattutto sorridere alla vita. (libro La costola di Adamo)“


„La vecchiaia è la vendetta dei brutti. Perché è quella passata di vernice che ammazza tutta la bellezza e che riduce a zero le differenze. (libro La costola di Adamo)“

„Forse morire è così. Chiudere gli occhi e lasciare andare via tutto, per sempre, calare in una massa nera e senza luce dolce e calda come la pancia di una madre, rimettersi in posizione fetale, chiudere gli occhi e tornare a quello che si era prima di nascere. Una nota indistinta che piano piano torna ad accordarsi con le altre... (libro La costola di Adamo)“

„È tipico dei vecchi condannare i più giovani. Ma è solo invidia delle cose perdute per sempre. (libro Era di maggio)“

„Rocco Schiavone aveva una sua personalissima scala di valutazione delle rotture di coglioni che la vita insensibilmente gli consegnava ogni giorno. La scala partiva dal sesto grado, ovvero tutto ciò che riguarda i doveri casalinghi. Giri per negozi, idraulici, affitti. Al settimo c'erano invece i centri commerciali, la banca, le poste, i laboratori di analisi, i dottori in generale con un'attenzione particolare ai dentisti, per finire con le cene di lavoro o con i parenti, che almeno grazie a Dio se ne stavano a Roma. L'ottavo grado vedeva in primis il parlare in pubblico, poi le pratiche burocratiche di lavoro, il teatro, riferire a questori o magistrati. Al nono i tabaccai chiusi, i bar senza l'Algida, incontrare qualcuno che gli attaccasse delle chiacchiere infinite, e soprattutto gli appostamenti con agenti che non si lavavano. Poi per ultimo c'era il decimo grado della scala. Il non plus ultra, la madre di tutte le rotture di coglioni: il caso sul groppone.“

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