Frasi di Kṣemarāja

15   0

Kṣemarāja

Data di nascita: 975
Data di morte: 1025

Kṣemarāja è stato un filosofo indiano.


„Tutte le cose sono manifeste perché non sono altro che manifestazione. Il punto è proprio che nulla è manifesto separatamente dalla manifestazione.“

„L'oggetto ultimo di venerazione di ogni scuola teistica non differisce dal principio Spanda. La varietà della meditazione è dovuta solo alla libertà assoluta di Spanda.“


„La sua vera natura è la manifestazione di espansione e contrazione del soggetto percipiente e dell'oggetto percepito, che rappresentano l'intera creazione, pura e impura.“

„La Conoscenza è il rivelarsi della suprema non-dualità.“ comm. a II.3; 1999

„Lo slancio della coscienza che è per sua natura espansione e consapevolezza riflessa, l'emergenza dell'intuizione suprema come un improvviso erompere: Bhairava non è altro che questo.“ comm. a 1.5; 1999

„Tale assenza di discernimento è Māyā, la proliferazione che è fondata sulla non percezione della vera realtà.“ comm. a III.3; 1999

„Permeata di questa triplice maculazione, la natura del multiforme conoscere, di cui si è detto, risulta così fondata su una erronea convinzione di limitatezza, sulla visione di una realtà conoscibile differenziata e su latenze karmiche buone o cattive. La Potenza che presiede a tale conoscere è la Mātṛkā – la 'madre sconosciuta' – formata dall'insieme dei fonemi da A a Kṣ, la generatrice del tutto.“ comm. a I.4; 1999

„Come uno che vede una cosa fuori dall'ordinario prova un senso di stupore, così il sentimento dello stupore, nel godere del contatto con le varie manifestazioni della realtà conoscibile, continuamente si produce in questo grande yogin con tutt'intera la ruota dei sensi, sempre più dispiegata, immota, pienamente dischiusa, in forza della penetrazione nella sua più intima natura, unità compatta di coscienza e di meraviglia (camatkāra) sempre nuova, estrema, straordinaria.“ comm. a I.12; 1999


„Per lo yogin divenuto simile a Śiva, nel modo che si è detto – il cui esistere è improntato alla modalità del suo riconoscersi come Śiva – l'essere, il sussistere della forma corporea costituisce l'osservanza religiosa. Un'osservanza da praticare rigorosamente, intenti ad un supremo atto di adorazione, ininterrotto, che altro non è se non la continua consapevolezza della propria intima natura.“ comm. a III.26; 1999

„Uno yogin la cui coscienza ordinaria sia ben raccolta nel cuore e che non abbia alcun'altra preoccupazione, grazie a una presa di coscienza priva di dualità (avikalpa), si dedica interamente alla contemplazione della propria coscienza in quanto Soggetto cosciente liberato dal corpo e dagli altri limiti. E così che, sempre vigile, assorbendosi nel Quarto stato e in quello che ne è al di là, pone fine al pensiero dualizzante e acquista a poco a poco la sovranità.“ da Pratyabhijñā, commento a IV, 1, 11

„Quello che è il corpo – materiale, sottile, ecc., – da tutti consacrato come il soggetto conoscente, quello appunto è per il grande yogin, l'offerta sacrificale, deposta nel supremo fuoco della conoscenza. Per questo grande yogin, infatti, la qualifica di soggetto conoscente spetta alla coscienza sola ed egli è permanentemente compenetrato in tale convinzione, avendo cessato di identificare la soggettività con il corpo.“ comm. a II.8; 1999

„E dunque la Coscienza si manifesta in forma di oggetto conoscibile; ma il conoscibile non ha una realtà autonoma.“ da Pratyabhijñā I, 5, 11


„La Coscienza è libera nel causare l'evoluzione dell'universo.“ 1

„Con la sua stessa potenza [la Coscienza] dispiega l'universo su sé stessa come su una parete.“ 2

„L'attività del percepire (dell'"avere coscienza di") si estende senza eccezione ad ogni realtà, poiché non può darsi esistenza di alcunché nell'universo che non sia oggetto di coscienza. [... ] Coscienza, che qui ha il significato di relazione con l'illimitata attività cognitiva, è lo stesso che libertà assoluta. Tale libertà è soltanto del supremo Śiva.“ comm. a I.1; 1999

Autori simili