“Ritornare indietro nel tempo fino alla mia primissima infanzia, adesso ho i capelli bianchi, è pena e conforto; e mentre vorrei essere già lapide, esser muta per sempre lasciando al mondo solo i miei versi come perpetue mattine e mai chiuse palpebre di sguardi, non passa giorno di questa vecchiaia che una cosa, un odore, una musica, una somiglianza non diventi la spia di un ricordo.E che altro è un numero di anni così pesante se non una memoria da interrogare, da distendere? Ora, come l'iride che è catturata da una polla, ora una roccia che preclude la vista del mare, ora un respiro, un gesto ritrovato un istante fa, identico a quello di quando ancora potevo scoprire il seno, fatto di due capezzoli come pruni sul torace tutt'ossa.”Marcello Venturoli da Io, Saffo
“Ciò che si vede dalla piattaforma delle quadrighe non ha eguale neppure dalla palla della cupola di San Pietro: Roma è lì sotto e il Vittoriano una nave che viaggia in mezzo al suo mare…”Marcello Venturoli da La patria di marmo