Tito Lívio: Frasi popolari

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“Lode al tuo valore e al tuo impegno.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Lucio Papirio Cursore: X, 40; 1997
Tu quidem macte virtute diligentiaque esto.
Ab urbe condita, Proemio – Libro X
Origine: Rispondendo al giovane Spurio Papirio, figlio di suo fratello.

“[Su Annibale] Ma in un uomo di tali qualità e valore, la contropartita era data da vizi immensi: una crudeltà mai vista in altra persona, una slealtà che lo rendeva peggiore della sua stessa origine cartaginese, disprezzo per le cose più vere e più sacre, spregio assoluto per gli dèi, per i giuramenti, per i vincoli religiosi.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXI, 4; 1997
Has tantas viri virtutes ingentia vitia aequabant, inhumana crudelitas, perfidia plus quam Punica, nihil veri, nihil sancti, nullus deum metus, nullum ius iurandum, nulla religio.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Mentre a Roma si discute, Sagunto è presa.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXI, 7; 2006
Dum ea Romani parant consultantque, iam Saguntum summa vi oppugnabatur.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX
Origine: Si dice per lunghe discussioni che portano a indugi, invece che a rapide azioni.

“Tanto minore è il pericolo, quanto minore è la paura.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXII, 5; 1997
[Q]uo timoris minus sit, eo minus ferme periculi esse.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Siamo stati sconfitti in una grande battaglia.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Marco Pomponio: XXII, 7; 1997
M. Pomponius praetor pugna inquit magna victi sumus.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Tutti sanno che, sotto un buon condottiero, non ha grande valore la fortuna, ma sono a prevalere l'intelligenza e la razionalità.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXII, 25; 1997
Sciant homines bono imperatore haud magni fortunam momenti esse, mentem rationemque dominari.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“E non è solo il successo che insegna – il successo è il maestro degli stolti – ma anche la strategia razionale.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Quinto Fabio Massimo: XXII, 39; 1997
Nec eventus modo hoc docet – stultorum iste magister est – sed eadem ratio.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Si dice che la verità è destinata a soffrire, ma non si estingue mai.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Quinto Fabio Massimo: XXII, 39; 1997
Veritatem laborare nimis saepe aiunt, exstingui nunquam.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura; la fretta è sconsiderata e cieca.”
Omnia non properanti clara certaque erunt; festinatio improvida est et caeca.

Tito Lívio

Quinto Fabio Massimo: XXII, 39
Citazioni di Quinto Fabio Massimo, Attribuite

“Annibale, tu sai come si raggiunge una vittoria, ma non sai farne uso.”
Vincere scis, Hannibal; victoria uti nescis.

Tito Lívio

Maarbale: XXII, 51

“Il male è tanto più tollerabile quanto più lo si conosce.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXIII, 3; 1997
[N]otissimum quodque malum maxime tolerabile.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Ognuno ha in mano la propria sorte.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXIV, 18; 1997
[S]uam cuique fortunam in manu esse.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Nulla corre più veloce della fama.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXIV, 21; 1997
Fama […] nihil [in talibus rebus] est celerius.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“È facile rinunciare al possesso di una grande fortuna nel momento in cui lo si desideri, difficile e impegnativo è invece prepararla e costruirla.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Dionisio I di Siracusa: XXIV, 22; 1997
Facile esse momento quo quis velit cedere possessione magnae fortunae; facere et parare eam difficile atque arduum esse.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“La folla ha questa natura: o serve umilmente, o superbamente comanda; né sa allontanarsi modestamente dalla giusta libertà, né goderla nella sua pienezza.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXIV, 25; 2006
Ea natura multitudinis est: aut servit humiliter aut superbe dominatur; libertatem, quae media est, nec sibi parare modice, nec habere sciunt.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Chi per primo impugnerà la spada, sua sarà la vittoria.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Lucio Pinario: XXIV, 38; 2010
Qui prior strinxerit ferrum, eius victoria erit.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Molti sono i problemi la cui soluzione trova ostacoli nella natura, ma che vengono risolti dall'intelligenza.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Annibale: XXV, 11; 1997
Multa, quae impedita natura sunt, consilio expediuntur.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Se nel breve momento utile a cogliere un'occasione, la cui opportunità passa e poi vola via, si esita, inutilmente si va poi alla ricerca della circostanza perduta.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

Lucio Marcio: XXV, 38; 1997
Si in occasionis momento cuius praetervolat opportunitas cunctatus paulum fueris, nequiquam mox omissam quaeras.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Da piccole cose, spesso traggono origine grandi e gravi fatti.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXVII, 9; 2006
Ex parvis saepe magnarum momenta rerum pendent.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

“Come il rigore dei genitori, così quello della patria veniva attenuato dalla pazienza e dalla sopportazione.”

Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri

XXVII, 34; 1997
[U]t parentium saevitiam, sic patriae patiendo ac ferendo leniendam esse.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX