„Rileggendo dalla fine l'ultimo capitolo ed esaminando il tessuto della sua stesura, mi rendo conto che è necessario venga inserita una buona quantità di argomenti eterogenei, per mantenere quel giusto equilibrio fra saggezza e follia, senza il quale il libro non resisterebbe un solo anno: né sarà una povera digressione furtiva (che se non fosse per il nome, non impedirebbe a nessuno di procedere indisturbato sulla strada maestra del re) a servire allo scopo——no; se di digressione deve trattarsi, che sia una buona digressione vivace, dove né il cavallo né il cavaliere possano esser presi se non di rimbalzo.“

vol. IX, cap. XII; 1982, p. 600
Vita e opinioni di Tristram Shandy

Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia

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„Non è infatti questa una digressione, ma l'opera stessa.“

—  Gaio Plinio Cecilio Secondo scrittore e senatore romano 61 - 113

V, VI
Non enim excursus hic ejus, sed opus ipsum est.
Lettere (Epistolae)
Origine: Citato in Laurence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, a cura di Lidia Conetti, Mondadori, 1992, dedica del vol. VII.

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„In questa lunga digressione infatti nella quale mi sono lasciato trascinare accidentalmente, come in tutte le mie digressioni (a eccezione di una sola) c'è un colpo da maestro di abilità digressiva, il cui merito temo sia sempre sfuggito al lettore,--non per mancanza di acume da parte sua,—ma perché si tratta di una perfezione che di rado si cerca, o in verità ci si aspetta, in una digressione;---e precisamente di questa: Che sebbene nelle mie digressioni giochi sempre lealmente, come potete notare,—e mi allontani da quello di cui tratto, di tanto e tanto spesso quanto qualsiasi altro scrittore in Gran Bretagna, purtuttavia è sempre mia cura badare che le cose siano sistemate in modo, da non lasciare fermo in mia assenza il congegno principale. […]
Grazie a questo marchingegno il macchinario della mia opera costituisce una specie a parte; due movimenti contrari vi sono stati indotti, e conciliati, che si riteneva fossero inconciliabili fra loro. In una parola, la mia opera è digressiva, e progressiva,—a un tempo. […]
Le digressioni, inconfutabilmente, sono la luce del sole;——sono la vita, l'anima della lettura;---eliminatele da questo libro, per esempio,--tanto varrebbe che eliminaste con esse il libro stesso;—un freddo eterno inverno regnerebbe in ogni pagina; restituitele allo scrittore;----e si fa avanti baldanzoso come uno sposo;—augura Salute a tutti; riporta la varietà, e impedisce all'appetito di languire.
Tutta l'abilità consiste nel manipolarle e cucinarle a dovere, perché non siano solo a vantaggio del lettore, ma anche dell'autore, la cui difficile situazione, a questo proposito, è davvero da compatire: Se, infatti, incomincia una digressione,---da quel momento, a quanto posso notare, tutta la sua opera se ne sta ferma come un ciocco;—e se procede con l'opera principale,----è bell'e finita la digressione.
——È uno sporco lavoro.—Per il qual motivo, fin dall'inizio di questa, come vedete, ho costruito l'opera principale e le sue parti avventizie con tali intersezioni, e ho così intersecato e attorcigliato i movimenti digressivo e progressivo, una ruota dentro l'altra, che tutto l'ingranaggio ha continuato, in genere, a funzionare;---e per di più, continuerà a funzionare per i prossimi quarant'anni, se piacerà alla fonte della salute di concedermi tanto a lungo la benedizione della vita e del buonumore.“

—  Laurence Sterne, libro Vita e opinioni di Tristram Shandy

vol. I, cap. XXII; 1982, p. 69
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„La vita non può sorgere che da un determinato collegamento di molecole eterogenee ed ogni sostanza vivente deve essere composta da tali determinati gruppi di molecole. Una singola molecola non può vivere, né assimilare, né crescere, né riprodursi.“

—  August Weismann biologo e botanico tedesco 1834 - 1914

Origine: Citato in Ernesto Haeckel, Le meraviglie della vita. [Complemento ai Problemi dell'universo], traduzione di Daniele Rosa, Unione Tipografico - Editrice, Torino, 1906, Parte seconda, p. 124.

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„In realtà, non esiste né la verità né l'errore, né il sì né il no, né una qualsivoglia distinzione, dal momento che tutto – anche due cose fra loro opposte – è Uno.“

—  Zhuangzi filosofo -369 - -286 a.C.

citato in Jean Campbell Cooper, Yin e Yang. L'armonia taoista degli opposti, traduzione di Giorgio Milanetti, Ubaldini Editore, Roma, 1982
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„Quel che non ha principio né fine.“

—  Talete filosofo greco antico -624 - -547 a.C.

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