“La nostra guerra è una guerra santa.”
Antonio Salandra (1853–1931) politico italiano
dal discorso del Presidente del Consiglio al Campidoglio, 2 giugno 1915; da La nostra guerra è santa, Tipografia del Senato, Roma 1915
Guglielmo: Secondo giorno, Nona
Il nome della rosa
“La nostra guerra è una guerra santa.”
Antonio Salandra (1853–1931) politico italiano
dal discorso del Presidente del Consiglio al Campidoglio, 2 giugno 1915; da La nostra guerra è santa, Tipografia del Senato, Roma 1915
“Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta, | ma più beata ancora è la guerra quando è santa.”
Rino Gaetano (1950–1981) cantautore italiano
da Le beatitudini, 1980
Incluse in raccolte
“[Sui nemici della Germania nella I guerra mondiale] Adesso li pesteremo di santa ragione.”
Guglielmo II di Germania (1859–1941) imperatore della Germania e re di Prussia
citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 679
Tito Lívio (-59–17 a.C.) storico romano
citato in Tito Livio, IX, 1; 1997
Iustum est bellum quibus necessarium, et pia arma, quibus nulla nisi in armis relinquitur spes.
Attribuite
Robert Ludlum (1927–2001) scrittore statunitense
Origine: Il treno di Salonicco, p. 23
Achille Campanile (1899–1977) scrittore italiano
da una conferenza tenuta al Circolo Ufficiali il 16 dicembre 1950
Origine: Da Umorista sarà lei – Vita ed opere di Achille Campanile, a cura di Angelo Cannatà, Silvio Moretti e Gaetano Campanile, Pubblicazione edita in occasione della Mostra Documentaria dedicata ad Achille Campanile, Napoli, 5 – 17 settembre 2005.
Yasmina Khadra (1955) scrittore algerino
Origine: Citato in Yasmina Khadra: «Per chi semina terrore il Corano è solo un pretesto» http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_12/io-musulmano-corteo-chi-semina-terrore-corano-solo-pretesto-69c2098e-9a20-11e4-806b-2b4cc98e1f17.shtml, Corriere.it, 12 gennaio 2015.
Piergiorgio Odifreddi (1950) matematico, logico e saggista italiano
libro Perché non possiamo essere cristiani
“La guerra non è forse altro che la rivincita delle bestie che noi abbiamo ucciso.”
Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese
30 luglio 1891; Vergani, p. 48
Diario 1887-1910