“Sussurro, timido, respiro, | trillo dell'usignolo, | l'argento e l'agitarsi, | del ruscello addormentato, | la luce notturna, le ombre notturne. | L'ombra infinita, | la fila di magici mutamenti, | sul viso caro, | nelle nuvolette pensierose | la porpora della rosa, | il riflesso dell'ambra, | e i baci, e le lacrime, | e l'alba, l'alba!”
Origine: Citato in Francesco Flora, Il Flora, Storia della letteratura italiana, cinque volumi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972, vol. V, p. 626.
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