“Una lingua si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo.”
Origine: Storia della letteratura italiana, p. 3
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A Leonce Curnier, Lione, 29 ottobre 1835, p. 55
Lettere
“Le persone dure d'orecchio si credono superiori a quelle sorde.”
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Origine: Figli di un dio minore, p. 53
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La signora Kirchgessner
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