“Essere uno straniero, ma nella propria lingua… Balbettare, ma essendo balbuziente nel linguaggio stesso, e non soltanto nella parola… Bene aggiunge. parlare a se stesso, e non soltanto nella parola, ma in pieno mercato, sulla piazza pubblica… […] Balbettare, in genere, è un disturbo della parola. Ma far balbettare il linguaggio è un'altra cosa. Significa imporre alla lingua, a tutti gli elementi interni della lingua, fonologici sintattici, semantici, il lavorio della variazione continua […]… essere straniero nella propria lingua… Ciò non vuol dire parlare come un irlandese o un rumeno parlano francese. […] È imporre alla lingua, in quanto la si parla perfettamente e sobriamente, quella linea di variazione che farà di ognuno di noi uno straniero nella sua propria lingua, o della lingua straniera, la nostra, o della nostra lingua, un bilinguismo immanente per la nostra estraneità.”
Ultimo aggiornamento 15 Aprile 2024. Storia
Argomenti
bene, cosa, disturbo, elemento, essere, francese, genere, genero, interno, irlandese, lavorio, lavoro, linea, lingua, linguaggio, mercato, parola, piazza, pieno, pubblico, rumeno, stesso, straniero, variazione, parola-chiave, estraneità, dire, proprioGilles Deleuze17
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Origine: Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai editore, 2000, p. 2109 http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2109. ISBN 8880898620