“A venti passi dalla mia casetta, | c'era un carrubo e, sul carrubo, a notte, | gridava, forsennata, la civetta. || E non facea dormire, | chè, se taceva un poco, | ancor più forte rigridava dopo. || Alfine, tacque. Sul carrubo, infatti, | mio padre indirizzò la fucilata. || A giorno, un nido vuoto rinvenimmo | ed una piccola civetta morta! || Soltanto allor capimmo | che quella mamma | cantava a modo suo la ninna-nanna | all'unico tesor della nidiata.”
La Civetta, p. 15
C'è sempre un po' di buio
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“La civetta imita il gufo come il semplice erudito imita il saggio.”
Alfonso Hernández Catá (1885–1940) giornalista, scrittore, drammaturgo, diplomatico
Senza fonte
“come puoi compiacerti di tre bestie intrattabilissime, la civetta, il serpente e il popolo?”
Demostene (-384–-322 a.C.) politico e oratore ateniese
26, 6
Johann Wolfgang von Goethe libro I dolori del giovane Werther
18 agosto; 1998, p. 111
I dolori del giovane Werther, Libro primo