“[Vittoria Colonna] Cenere è quel che in lungo incendio ardente | Soave foco in sul mio cor si sparse, | E dell'antiche sue faville, ond'arse | Già fredde or lascia le vestigia e spente. | D'un si lieve principio, ampio e possente | Come crebbe il mio duol qui può mirarse, | Qual ria procella suol dietro lasciarse | Delle rovine sue segno dolente; | Morto lo spirto, che talor vivace | Le sue fiamme sostenne invitto e forte, | Non gusta, o sente il cor dolcezza o doglia; | E se già visse in pene, or nella morte, | Queto giace e tranquillo, e questa spoglia | Lacera e rotta almen riposa in pace.”
Sonetto CXIX
Rime amorose
Citazioni simili
Giuseppe Ercolani (1673–1759) religioso italiano
Origine: Sonetti, p. 5
“[Chè] L'antiquo valore | Ne l'italici cor non è ancor morto.”
Francesco Petrarca (1304–1374) poeta italiano autore del Canzoniere
Origine: Canzone ai Grandi d'Italia, P. IV, canzone IV, nell'edizione Marsand; canz. XVI nell'ed. Mestica
“Liberamente il forte | Apre al dolor le porte | Del cor, come all'amico.”
Giuseppe Giusti (1809–1850) poeta italiano
da Al medico Ghinozzi contro l'abuso dell'etere solforico, str. 5, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, U. Hoepli, Milano, 1921, p. 428